GIULIA KYBETT VINCI: BRONZO E BEST CONDITION NELL’ANNO DELLA MATURITA’...
- Luca Giannangeli

- 7 ore fa
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...se fai quello che ti piace, non ti peserà mai...parola di Giulia
Lo scorso week-end a Montalcino, l'amazzone tesserata nel Lazio ma cittadina del mondo Giulia Kybett Vinci, ha vinto la medaglia di bronzo ai Campionati Italiani U21 in sella alla sua 12enne Manaar alla media di 19,14 km/h.
Giulia vive e studia a Francoforte sul Meno in Germania e pensate un po’, si allena a Velletri (Rm) presso la scuderia Pian dei Cerri dei Iacchelli dove ha i suoi cavalli.
Ma Vediamo un po' di capire meglio chi è Giulia che ci allieta del suo racconto di Montalcino ed alcuni pensieri.

A diciotto anni c’è chi pensa solo agli esami di maturità e poi c’è Giulia Kybett Vinci (padre canadese, madre italiana, da cui il cognome particolare), che nella stessa settimana ha affrontato i primi due esami scritti di maturità e i 120 chilometri del Campionato Italiano Under 21 di endurance, chiudendo con una medaglia di bronzo e la Best Condition al collo, riconoscimento che nel mondo endurance vale quasi quanto una vittoria.
Ai Pratoni del Vivaro, dove si allena ogni settimana partendo dal maneggio Pian dei Cerri per infiniti percorsi nel Parco Regionale dei Castelli Romani, la tenacia non è un dettaglio ma è il punto di partenza.
Questo risultato arriva da mesi di lavoro duro costruito con metodo e con la presenza costante nella preparazione di Manaar delle sorelle Elena e Silvia, anch’esse enduriste.
Visita questo link per conoscere la loro storia.
Quando una squadra è affiatata e possiede la medesima forte passione, il risultato non può tardare ad arrivare e così è stato nella gara più importante della stagione.
“Manaar non è la cavalla che colpisce per imponenza. Lei è piccola, compatta, quasi controcorrente rispetto a certi standard odierni ma proprio lì che risiede il suo punto di forza.
Agilità, resistenza, recupero rapido e una straordinaria capacità di restare in testa anche quando i chilometri iniziano a pesare; così è stato nel 3° giro del campionato U21 quando ci siamo staccati in 5 dopo 64 km!
Nel 4° giro poi, noi tre del podio siamo riusciti ulteriormente a distaccare gli altri; Manaar ha fatto una media di 23.8 km/h in quell’ultimo giro”.
Giulia ha costruito il lavoro su queste caratteristiche, puntando su quello che Manaar sa fare meglio e i numeri le hanno dato ragione.
La Best Condition, assegnata al cavallo che termina la gara nelle migliori condizioni fisiche e metaboliche, racconta più della gara che la classifica.
Significa gestione perfetta, preparazione accurata, attenzione costante al ritmo e alle energie ma ancora significa aver lavorato bene per mesi. In endurance non basta andare forte, bisogna arrivare bene, anzi, benissimo.

Quindi non è un caso che, al momento dell’annuncio della Best Condition, la gioia esplosa nel team Kybett Vinci sembrasse persino superiore a quella del podio: “Quel premio testimonia qualcosa che chi vive davvero l’endurance conosce bene, il valore del lavoro quotidiano.
Voglio ringraziare Manaar per la sua generosità e tenacia, Carlo Di Battista per avermi aiutato a capire il processo metabolico della cavalla e gestirlo in gara, le mie super-sorelle Elena e Silvia senza le quali non ci sarebbe nulla di questo e Simone Gigante per averci supportato quando eravamo tutte sotto esami o sotto allenamento.
Ultimi ma non per importanza, anzi, i miei genitori, unici in tutto".

Giulia però non si limita alla competizione perché la giovane atleta è stata invitata a rappresentare l’Italia al FEI Forum dello scorso febbraio, portando la prospettiva degli young rider all’interno del dibattito federale internazionale. Un’esperienza importante per una ragazza che dimostra già maturità sportiva e visione del futuro del nostro sport.
Bronzo italiano, Best Condition, maturità scolastica e maturità agonistica. Difficile chiedere di più a una stagione, eppure c’è ancora molto da sognare…
Alla domanda - Che cosa rappresenta per te l’endurance? - lei risponde
"Mentre mi fai questa domanda sto studiando fisica e solo il pensiero mi distrae, quindi, cambiamo argomento che è meglio!!
Scherzi a parte per me l'endurance è una parte della mia vita. Vado a cavallo praticamente da quando avevo tre o quattro anni.
Ho iniziato da piccolissima e ho sempre fatto gare, prima regionali e poi anche internazionali.
È sempre stata la mia quotidianità motivo per il quale oggi per me trattasi di routine; penso agli allenamenti anche durante le vacanze!
Per me partire da Francoforte per andare in scuderia a Roma per allenare, è la normalità.
Quando una cosa diventa parte della tua vita, non ci pensi più, è semplicemente il tuo stile di vita e inoltre se fai quello che ti piace, non ti peserà mai".
Le persone che ti stanno intorno, amiche, compagni di classe, sono consapevoli di tutto questo? Ti dicono mai che sei matta?
"Sì, soprattutto i miei compagni di classe. Restano spesso a bocca aperta perché passo tanti weekend a Roma. I miei amici scherzano e si lamentano dicendomi “Non ci sei mai, non possiamo mai uscire”.
Quindi sono consapevoli dei sacrifici che fai, anche se per te non lo sono più...
"Esatto. Per me non è un peso, anzi, ne ho bisogno. Allenarmi, uscire a cavallo, passare del tempo con Manaar e stare in scuderia mi dà tranquillità. È un ambiente familiare, un posto dove sto bene, è il mio rifugio.
A scuola ci sono tanti esami, tanti compiti, momenti di stress o di stanchezza, però quando vado lì tra i quadrupedi mi ricarico subito.
Ci sono giorni in cui sono stressata come normale che sia, ho tanto da studiare e mille cose da fare, ma bastano dieci o quindici minuti a cavallo e piano piano tutto svanisce.
Restiamo solo io e il cavallo e mi diverto tantissimo, tutto qui!"
Allora in bocca al lupo per il tuo esame e continua così.
“Evviva il lupo”
Foto Ludovico Ciotola/Sportendurance

















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