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PER COSTANZA TRE ALBE, TRE GARE, 400 KM PERCORSI: UNA SFIDA OLTRE OGNI LIMITE


Abbiamo capito che si chiama endurance, dunque fatica e resistenza, ma qui questa volta, cara Costi hai esagerato!!!

Meglio scherzarci su per sdrammatizzare la fatica ma vediamo un po' cosa ha combinato questa volta l'amazzone umbra.

Ci sono imprese sportive che vanno oltre una classifica, oltre una vittoria e perfino oltre il risultato tecnico. Quella compiuta lo scorso lunghissimo week-end da Costanza Laliscia a Montalcino, appartiene a questa categoria.

Tre giorni consecutivi di gare internazionali, 400 chilometri percorsi e conclusi, tre cavalli diversi gestiti con lucidità, sensibilità e una preparazione atletica fuori dal comune.

Un risultato che a primo acchito e dalle prime indagini fatte in FEI, dovrebbe rappresentare un record europeo e forse persino mondiale nell’endurance.


L’atleta del Fuxia Team ha dato vita a qualcosa di straordinario, vediamo:

il venerdì ha affrontato nel Criterium Senior la CEI2* 120 km con Horezzanese Larzac chiudendo al secondo posto dopo una volata rocambolesca e spettacolare.

Il giorno seguente nella CEI3* 160 km valida per il Campionato Italiano Assoluto, ha conquistato un ottimo nono posto insieme a Zagara di Chia affrontando la prova più dura e selettiva della stagione.

Il giorno successivo come se non bastasse, mentre la gente comune va a Messa e poi mangia le lasagne dalla nonna, ha trovato ancora energie fisiche e mentali per presentarsi al via nella terza competizione consecutiva, la CEI2* 120 km imponendosi con autorità insieme a Ines de Callupolo.



Ma il vero significato di questa impresa non sta soltanto nei numeri.

Quattrocento chilometri in tre giorni non rappresentano solo una sfida atletica, significano arrivare provati a fine gara, almeno per la maggior parte degli enduristi in circolazione!!

Per lei invece il tempo appena per recuperare le energie e poi ricominciare tutto da capo all’alba successiva.

400 km. di fila significano mantenere concentrazione assoluta per ore e ore in sella, gestire la fatica, le emozioni, la tensione agonistica e il rapporto con il cavallo senza mai perdere lucidità.



Dietro a un risultato del genere esiste una preparazione immensa, fisica certamente, perché affrontare tre gare FEI consecutive richiede un livello atletico eccezionale ma soprattutto mentale.

Serve forza interiore, capacità di soffrire, disciplina e una determinazione che pochissimi atleti possiedono. La passione è il motore di tutto, ma da sola non basta perché per riuscire in un’impresa simile occorre avere dentro qualcosa in più.


Costanza Laliscia in questi tre giorni non è stata soltanto un’amazzone, è stata una leonessa.

Una donna capace di superare stanchezza, pioggia, fango, pressione e fatica trasformando ogni chilometro in una dimostrazione di carattere, resilienza e amore autentico per l’endurance.



foto Oreste Testa/Sportendurance

 
 
 

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