GIOVANI, SPORT E SOGNI: LA LEZIONE DI "BIBI"
- Luca Giannangeli

- 6 minuti fa
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In un’epoca in cui tutto sembra immediato e a portata di mano, lo sport, l'endurance nella fattispecie, resta una delle poche scuole di vita autentiche.
Insegna disciplina, rispetto, sacrificio e soprattutto la capacità di restare con i piedi per terra, anche quando si raggiungono risultati importanti, o, nel caso di Beatrice, sarebbe meglio dire, con i piedi ben saldi nelle staffe!
A soli 14 anni la giovane amazzone piemontese Beatrice Moneta, per gli amici “Bibi”, ha già scritto una pagina significativa del proprio percorso sportivo.
A Saumur, in Francia, ha partecipato alla categoria CEIYJ2* 120 km. conquistando un 14° posto insieme a Magica dei Laghi. Un risultato che, a una lettura superficiale, potrebbe sembrare “solo” una buona prestazione, ma basta approfondire per comprenderne il vero valore.
Figlia d’arte, Pietro Moneta e Sara Guzzoni i genitori, Beatrice cresce in un ambiente dove i cavalli sono parte della quotidianità; questo però non basta a spiegare ciò che sta costruendo perché avere opportunità è una cosa (allevamento dei Laghi), saperle trasformare in risultati è tutt’altra.
A 14 anni, gestire una competizione di endurance di 120 km richiede molto più che talento, serve lucidità, preparazione fisica e mentale, capacità di ascolto del cavallo e di gestione delle energie. Beatrice ha dimostrato tutto questo, viaggiando a Saumur inizialmente con il gruppo di testa e accettando poi, con maturità, la scelta strategica del suo team di rallentare per garantire l’obiettivo più importante, la qualifica agli Europei Young Riders che si correranno a fine Luglio a Jullianges in Francia.
Una decisione non facile, soprattutto per una ragazza così giovane, ma che racconta già molto del suo approccio, ovvero non la ricerca del risultato immediato, bensì la costruzione di un percorso solido.

I numeri parlano chiaro: media generale di 19,5 km/h e un ultimo giro a 23,1 km/h, in una gara di altissimo livello, dove i francesi si giocavano la selezione per la nazionale Young Rider.
Arrivare a soli 20 minuti dalla top ten, in questo contesto, rappresenta la miglior prestazione di Beatrice fino ad oggi.
Ma il traguardo più importante è un altro, la doppia qualifica ai Campionati Europei con Faraway dei Laghi e Magica dei Laghi. Due cavalli con cui è cresciuta, visti nascere e con i quali ha costruito un legame che va oltre la competizione.
Ed è proprio qui che sta il messaggio più forte
Lo sport, soprattutto per i giovanissimi, non è solo medaglie o classifiche, è educazione alla fatica, alla pazienza, alla gestione delle emozioni. È imparare che i risultati arrivano, sì, ma solo con lavoro costante, sacrificio e passione.
Beatrice rappresenta un esempio concreto di talento accompagnato da umiltà, ambizione sostenuta da disciplina.
Un monito per tanti ragazzi e anche per gli adulti a non montarsi la testa di fronte ai primi successi, ma a continuare a lavorare, giorno dopo giorno, perché nello sport, come nella vita, non vince chi arriva prima una volta sola, vince chi sa crescere, imparare e restare in equilibrio, sempre.

















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