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ITA MARZOTTO E ZERSIK, CRESCIUTI INSIEME FINO A MONTCUQ

Immagine del redattore: Luca Giannangeli
Luca Giannangeli
1 giorno fa
Tempo di lettura: 2 min

Dopo la Tevis Cup e Florac, la campionessa italiana in carica Emanuela Ita Marzotto lascia la propria firma anche su un’altra gara leggendaria, la Deux Jours de Montcuq.

Con i suoi cancelli veterinari volanti, le aree dedicate ai trotti sull’asfalto posizionati sotto i balconi dei piccoli paesi attraversati e un pubblico capace di trasformare ogni passaggio in una festa, Montcuq custodisce un’identità che la rende speciale.

Una gara nella quale il risultato si costruisce chilometro dopo chilometro, affrontando le difficoltà del percorso e gestendo le energie lungo due giornate impegnative.

Ita ha portato a termine la 100 + 100 km in sella a Zersik, conquistando l’11° posto alla media di 16,4 km/h. Un altro traguardo di valore nel suo percorso nell’endurance, reso ancora più significativo dal legame con un cavallo insieme al quale è cresciuta sportivamente.


Nelle parole di Carolina Tavassoli Asli e Daniele Massobrio, abbiamo già ritrovato il fascino e la durezza di questa manifestazione. Anche il racconto di Ita ci restituisce la soddisfazione di essere arrivata fino in fondo, insieme alla gratitudine per il proprio compagno di gara e per le persone che hanno reso possibile l’impresa.


"Montcuq, insieme a Florac e alla Tevis Cup, era nei miei sogni fin da quando, quattro anni fa, ho cominciato a praticare l’endurance. Sono ancora incredula. Ho avuto la fortuna di montare tre cavalli straordinari che mi hanno permesso di portare a termine queste gare entusiasmanti.

Zersik però, rimane forse il più speciale per me. Con lui ho affrontato la sua prima 100 km soltanto due anni fa e da allora siamo cresciuti insieme. Alla sua prima gara a tre stelle, a soli nove anni, si è dimostrato all’altezza dei grandi cavalli presenti. È stato davvero un compagno perfetto per una prova così dura.

Devo ringraziare, come sempre, il Team Serioli, sia per l’aiuto nella preparazione sia per l’assistenza durante la gara, con Emiliano presente insieme a Martina Spelanzon, Carlos Ruiz de Villa e Franco Pitti.



È stato bellissimo vedere Carolina Tavassoli Asli vincere, un’emozione infinita! Ed è stato altrettanto bello condividere questa avventura con Daniele Massobrio e il suo meraviglioso Glicine Bosana e con Jacopo Di Matteo, un po’ sfortunato, ma comunque parte di questa esperienza.

È bello vedere una rappresentanza italiana in queste gare “mito” e speriamo di essere sempre più numerosi in futuro.

Lo hanno già detto tutti ai microfoni di Sportendurance, ma voglio ribadire anche io che il tifo e il coinvolgimento delle persone nei paesi attraversati dalla gara, sono davvero straordinari. Un sostegno bellissimo, che ti incoraggia ad andare avanti".


Prima di salutarci, Ita torna ancora su Zersik e lo fa con un pensiero rivolto a chi ha la fortuna di avere un suo figlio, parole che raccontano quanto siano importanti, in una gara come questa, anche le qualità che nessuna classifica può misurare.


"Se ha trasmesso loro anche soltanto la metà della sua intelligenza e della sua forza mentale, hanno un piccolo tesoro in scuderia!"

 
 
 

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