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DANIELE MASSOBRIO A MONTCUQ: TO FINISH IS TO WIN

Immagine del redattore: Luca Giannangeli
Luca Giannangeli
7 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Se dovessimo descrivere il cavaliere ligure Daniele Massobrio, potremmo serenamente ricorrere a poche ma significative parole quali umiltà, esperienza, sicurezza ed educazione. Quest’ultima, oggi, grande sconosciuta.

Daniele, nonostante il suo Team Adelasia abbia uno spazio annuale su SportEndurance in qualità di supporter, deve quasi essere pregato per mettersi in vetrina e raccontare quanta passione mette in quello che fa.

I risultati, come in questo caso in Francia, diventano così l’occasione per strappargli qualche parola.

Questa volta dunque, lo abbiamo quasi costretto a raccontarci la sua esperienza a Montcuq, dove ha concluso la 100 + 100 km al 27° posto in sella a Glicine Bosana alla media di 15 km/h.

Qui finire equivale a vincere perchè parliamo di un mostro, di una gara da domare rimanendo in termini equestri. Due giorni impegnativi, vissuti fino in fondo, che nelle sue parole restituiscono il carattere di una gara speciale.


Daniele, che cosa significa vivere Montcuq dalla sella?


"Intanto un saluto a tutti. Conoscevo il tracciato e le difficoltà che mi aspettavano, ma certe cose puoi comprenderle davvero soltanto vivendole in sella. Ho raccolto un po' di informazioni in giro per arrivare pronto al via e così è stato.

I cancelli veterinari nei paesini, la gente ai lati delle strade che ti incita, la natura. È una gara unica, di quelle da fare almeno una volta nella vita.

Il pubblico ti applaude come se fossi al Tour de France. C’è un calore difficile da spiegare e si sente quanto i francesi siano orgogliosi di questa manifestazione. Si respira un’atmosfera che non ho trovato in nessun’altra gara".



E dal punto di vista organizzativo?


"L’organizzazione, nella sua semplicità, è stata impeccabile. Gestire cancelli veterinari dislocati lungo il percorso non è affatto scontato. È un lavoro complesso, che merita di essere riconosciuto".


Che valore ha avuto per te, arrivare fino in fondo?


"Un orgoglio incredibile. Montcuq è una gara veramente difficile e penso che anche soltanto terminarla sia una vittoria. Sono molto felice di esserci riuscito.

Voglio fare grandissimi complimenti a Carolina per la sua vittoria e ad Ita, che ha portato a termine la gara. Mi dispiace invece molto per Jacopo Di Matteo che purtroppo si è fermato all’ultimo cancello veterinario del primo giorno".


Un risultato che si costruisce anche grazie al lavoro dell’assistenza, giusto?


"Assolutamente si.

Giulia, Edoardo e Alice sono stati fenomenali e li ringrazio tantissimo. Montcuq è durissima anche per chi assiste. Il loro lavoro è stato fondamentale per affrontare queste due giornate".



E poi c’è Glicine Bosana, il tuo compagno di viaggio. Che ci dici di lui?


"A lui va un grazie enorme. È stato meraviglioso in tutto, dal viaggio alla gestione della gara e al comportamento sul percorso. Anche nelle situazioni più delicate, come la partenza, si è comportato benissimo.

È stato un cavallo favoloso e sono davvero felice di aver scelto lui per questa esperienza. Era il cavallo giusto per affrontare Montcuq".


A chi vuoi dedicare un ultimo pensiero?


"Al mio team del Centro Ippico Adelasia e alla mia famiglia che mi hanno sostenuto da casa. Anche da lontano il loro supporto si è fatto sentire ed è stato, come sempre, bellissimo averli al mio fianco".






 
 
 

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