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CAROLINA, FAYIZA E I “DUE ALESSANDRI”, CONQUISTANO MONTCUQ!

Immagine del redattore: Luca Giannangeli
Luca Giannangeli
11 minuti fa
Tempo di lettura: 4 min

"Quando, il secondo giorno di gara, durante lo step più duro, siamo arrivate in cima alla montagna sfiorando la mitica croce, mi sono resa conto che Fayiza mi avrebbe regalato un sogno".

Così esordisce ai microfoni di SportEndurance la fuoriclasse italiana Carolina Tavassoli Asli che, in sella a Fayiza du Barthas, ha impresso una firma storica sull’albo d’oro della cinquantesima Deux Jours de Montcuq, 100 + 100 km. Una gara leggendaria insieme alla Tevis Cup in California, alla Tom Quilty Gold Cup in Australia e, per rimanere in Francia, a Florac.

Per qualche giorno Alessandro Generali ha lasciato sul tavolo del suo ufficio di Arezzo carte, mappe e bandierine per seguire Carolina, trainer e rider del suo team.

Nel pieno dei preparativi dell’imminente Trofeo Arezzo Equestrian Centre, appuntamento conclusivo della Coppa Italia FISE e del Circuito MASAF, atteso da moltissimi binomi, ha lasciato la regia a sua moglie Chiara Vivarelli, operation manager della manifestazione, ed è partito.

Ad aspettarlo, insieme a Carolina, c’era un altro Alessandro, Rosa, compagno dell’amazzone. Insieme avrebbero scritto una pagina storica per loro e per l’endurance italiano.


Una trasferta che si è trasformata presto in un sogno perché domenica 1° novembre, festa di Ognissanti, Carolina e Fayiza du Barthas hanno conquistato la cinquantesima edizione della gara francese, aggiungendo alla vittoria anche il premio Best Condition e l’award Yamamah “Fastest Loop”.

Un triplo riconoscimento che rende ancora più preziosa un’impresa maturata su due giornate di gara.

Montcuq è uno di quei nomi che appartengono alla memoria collettiva dell’endurance. Evoca un modo di vivere questo sport fatto di lunghe distanze, preparazione, conoscenza del cavallo e capacità di leggere il territorio.


Siamo nel Lot, nel sud ovest della Francia, nel cuore del Quercy Blanc. Qui la pietra calcarea chiara dà il nome e il carattere al paesaggio, tra boschi di querce, vigneti, muretti a secco e borghi antichi.

È in questa terra che nel 1977 Pierre Passemard diede vita alla sua gara, costruendo una storia arrivata quest’anno al cinquantesimo appuntamento.



“Retour au format originel”, ossia “ritorno al formato originale”, annunciava la locandina di questa edizione, presentando la CEI3* su due tappe da 100 chilometri.

Una formula che richiede di pensare anche al giorno dopo, di distribuire le energie e ritrovare, alla seconda partenza, un cavallo pronto ad affrontare ancora la strada.


SportEndurance aveva raccontato Montcuq tantissime volte negli ultimi 25 anni, ma quella che rimase impressa fu la quarantesima edizione, la prima senza Passemard, scomparso nel dicembre precedente.

Un reportage realizzato con la collaborazione di Jean Marc Lamolle, nel quale emergeva il rapporto profondo fra la manifestazione e i paesi attraversati, con i controlli veterinari ospitati nelle piazze dei borghi, come si vede nelle vecchie foto.


Prima edizione!
Prima edizione!

Dieci edizioni più tardi, su questa storia si è posata la firma di Carolina e Fayiza.


"Ancora non ci credo. È stata una cosa bellissima, che forse non mi aspettavo", racconta Carolina, scesa dal podio letteralmente ricoperta di premi e con un’emozione difficile da contenere.

"I francesi mi hanno applaudita e mi hanno gridato i loro complimenti. Mi sono sentita come se fossi a casa e non è scontato, perché notoriamente sono nazionalisti e orgogliosi della loro bandiera.

Dietro la decisione di partire c’era soprattutto il desiderio di dare alla mia cavalla l’occasione che meritava, cioè di rifarsi della recente delusione di Samorin, quando siamo state fermate anzitempo.

Cercavo una rivincita, più per Fayiza che per me, perché aveva avuto un inizio di stagione un po’ sfortunato. Ma io sapevo e so che è una cavalla eccezionale. Così mi sono detta che volevo andare a fare una gara mitica, per vedere cosa sarebbe successo".


Sapete come è andata a finire? Che più in alto di così non poteva portarla, fino al gradino più alto del podio.


Ma sentiamo le parole cariche di emozione della marchigiana Carolina.

"Con Fayiza la gara è stata più semplice di quanto mi aspettassi. Aveva sempre voglia di andare, tirava, avanzava e io l’ho semplicemente lasciata fare. È stato incredibile. Mi chiedo come sia possibile non essere ancora arrivata a una gara nella quale debba chiederle qualcosa in più. Sono davvero contenta.

Nei miei occhi restano il percorso, la roccia, le strade bianche e quella sensazione di avere sotto la sella una compagna capace di trasformare la fatica in entusiasmo.

E' stato un sogno ed emozioni fantastiche, anche solo a ripensarci. C’erano tratti sulla roccia nei quali galoppava con una sicurezza incredibile e bellissime strade sulle quali lasciarla andare. Un percorso meraviglioso.

La seconda giornata era quella da affrontare con maggiore attenzione. Avevo ascoltato i racconti di chi conosce bene Montcuq e sapevo che alcuni passaggi avrebbero richiesto parecchia attenzione ai binomi.


Caro e Fayiza
Caro e Fayiza

Tutti mi avevano parlato della durezza del secondo giorno, precisamente del secondo giro, però Fayiza tirava ancora e mi chiedeva redini. A un certo punto le ho urlato: “Mamma mia, mi fai vivere un sogno!”. Ed è proprio quello che ha fatto".

È stato tutto incredibile! Ringrazio i miei due meravigliosi assistenti, Alessandro Generali e il mio compagno Alessandro Rosa e poi ringrazio lei, Fayiza, perché è la numero uno. Questa vittoria la devo a lei, è stata fortissima.

Mi auguro che tante amazzoni e tanti cavalieri possano vivere le emozioni che ho provato qui, insieme ai miei valorosi compagni di bandiera con i quali mi sono complimentata, ovvero Ita Emanuela Marzotto (11ma) e Daniele Massobrio (27mo), riusciti brillantemente anche loro, a mettere una firma storica sulla classifica di Montcuq.

Partecipare a questa gara, portarla a termine o addirittura vincerla non è scontato, ma è un sogno che può diventare un obiettivo per tanti"



Carolina, nome di origine germanica derivato da Karl, Carlo, dunque al femminile Carla, significa “donna libera” e proprio a Montcuq è stata libera di volare in alto e vincere.

Da oggi in poi festeggerà e ricorderà con gioia la festa di Ognissanti, giorno in cui si celebra la memoria e la venerazione di tutti i santi e i martiri del Paradiso.





 
 
 

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