IO E TRE MARATONE, UN CASIO, DUE SPORT...YARI PERROTTI SHOW

Aggiornamento: 26 ott





Non sarà un Casio ma un Garmin o un Polar ma il paragone potrebbe reggere!

Yari Perrotti sembra proprio scimmiottare il tormentone estivo, chissà se l'ascoltava mentre si allenava per le sue imprese!!!

L'atleta abruzzese di Vasto, nelle cui vene probabilmente scorrono 2 S, sangue e sport, ha centrato un obiettivo invidiabile, ovvero correre 3 maratone in 8 settimane, di cui una in sella ad cavallo purosangue arabo durata 48 km, e due piedi di 42 km e 195 metri sotto le 4 ore!

Questa è stata l'ardua sfida del 2022 del nostro sorridente.

Ecco cosa ha da dirci:

"la prima maratona l'ho corsa a Berlino a settembre dell'anno scorso, come prova fondamentale del Master in Coaching che sto frequentando, il MICAP (Master Internazionale in Coaching ad Alte Prestazioni).

Quest'anno è stata decisamente più dura per me perché ho fatto 2 tipi di gare simultaneamente: ho gareggiato con il mio nuovo puledro nella sua prima stagione di gare ed ho preparato me stesso per correre 2 maratone. Ci sono quasi! Ho chiuse le 2 gare categoria CEN A con il mio cavallo Bandito, il 2 ottobre a Pescara ho corso la prima delle 2 maratone e mi accingo a vivere l'esperienza più significativa di quest'anno: la Maratona di NEW YORK il prossimo 6 novembre”.

Che lezioni insegna la maratona a piedi e che effetto può avere tale esperienza nell'endurance equestre?

Ci sono 3 lezioni che la maratona mi ha insegnato e che riutilizzerò sicuramente nel mondo dell'endurance

1) Prima la costanza, poi l'intensità.


In una preparazione atletica di 2 anni è fondamentale condizionare prima tendini, legamenti, articolazioni; costruita una base solida si può aumentare l'intensità e condizionare il cuore, la respirazione ed il metabolismo. Per cui ricordate, prima costanza, poi intensità.


2) Quando il gioco si fa duro la mente spinge più del corpo.

C'è un punto preciso, durante la maratona, in cui il corpo cede completamente e vuole fermarsi, si, vuole gettare la spugna.

Solo una mente forte e allenata conduce fino al traguardo finale.

Sono convinto che succeda la stessa cosa ai cavalli, a volte sembra che vogliano comunicartelo ma non possono, dunque ti inviano segnali deboli che se sai ascoltare ed interpretare, ti condurranno al traguardo.

Questo significa che allenare la mente di cavallo e cavaliere fa la differenza.

Ecco perché quando il gioco si fa duro la mente spinge più del corpo.

3) Le 48 ore pre-gara sono fatali.

Prestare attenzione a quello che si beve, che si mangia e che si pensa nei 2 giorni prima della gara, condiziona la performance anche del 30%.

Ciò che bevo, ciò che mangio, ciò che penso nel pre-gara modifica la performance in meglio o in peggio”.





Quando l'asticella sale, la mente, unitamente alla scienza, devono andare di pari passo. Non si può improvvisare.

Siamo obbligati a seguire una linea e recitare alla perfezione un copione che ti porta diritto diritto al successo.

Successo non è vincere una gara, ma vincere la propria battaglia personale e raggiungere l'obiettivo prefissato che deve essere raggiungibile, aderente alla condizione atletica del momento.

Buona strada a tutti.

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