ALULA, IL DESERTO PARLA ITALIANO
- Luca Giannangeli

- 6 ore fa
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Questa volta l’evento di endurance andato in scena nell’oasi di AlUla, organizzato dalla Royal Commission for AlUla (RCU) in collaborazione con la Saudi Arabian Equestrian Federation, sotto l’egida della FEI e con la direzione tecnica affidata alla solida e italianissima SistemaEventi, ha lasciato tutti senza parole.
Il percorso, incastonato tra le rocce millenarie del nord-ovest dell’Arabia Saudita, ha regalato scenari capaci di togliere il fiato, quelli che solo la natura sa creare e che restano impressi negli occhi e nella memoria.
Questa volta, a prendersi gli applausi più sentiti, sono state due amazzoni italiane che hanno tinto di azzurro il giallo oro del deserto di AlUla.
L’umbra Costanza Laliscia e la veneta Caterina Coppini, sono state protagoniste assolute della Mutadil Cup sui 160 km. firmando un risultato di grande prestigio e riuscendo a rientrare tra i soli 19 binomi classificati a fronte di ben 71 eliminati.
Presente ad AlUla per la FISE, con l’obiettivo di osservare e studiare le migliori strategie in vista del Campionato del Mondo di novembre, il capo équipe senior Carlo Di Battista insieme alla veterinaria Francesca Beccati.

Entrambi si sono detti molto soddisfatti delle prestazioni azzurre, pur consapevoli delle difficoltà che attendono i binomi italiani.
Lo stesso Di Battista ha dichiarato:
"Per me è stato molto importante essere qui, perché sarà un Campionato del Mondo molto difficile da preparare.
Il percorso è bellissimo dal punto di vista paesaggistico ma anche estremamente tecnico, con continui saliscendi e tratti di sabbia profonda.
È una gara per veri professionisti, come deve essere un Mondiale.
Le nostre ragazze hanno dimostrato di esserlo al 110%, impostando la gara in maniera impeccabile e rispettando il cavallo dal primo all’ultimo chilometro. Torno a casa molto soddisfatto e con le idee chiare sul lavoro da svolgere da qui al 28 novembre".
Un circuito durissimo e altamente selettivo ha così incoronato le due atlete azzurre, capaci di portare la bandiera italiana dentro le prime 12 posizioni del ranking, un risultato riuscito soltanto alla Spagna, grazie a due fuoriclasse come Juma e sua moglie Ponton.
La pluricampionessa Costanza Laliscia, dopo aver chiuso brillantemente il sabato una 120 km al 17° posto, è tornata in gara l’indomani, 8 febbraio, conquistando l’ottava posizione con il numero 8 sul pettorale. Un dettaglio simbolico questo 8, quasi mistico e pensare che in Cina è il numero della fortuna, ma qui e nell'endurance, di cabala e casualità non c’è nulla!
A fare la differenza sono state l’esperienza della sua Fara du Barthas e la tenacia dell’amazzone umbra, capaci di fermare il cronometro a una media di 16,45 km/h.
A completare una giornata perfetta per i colori italiani, la prova di Caterina Coppini, argento a squadre agli Europei 2025, che in sella ad Antico Oriente, all’esordio assoluto in una competizione internazionale nel deserto, ha chiuso in 12ª posizione con una media di 14,28 km/h.
Alle parole del CT su citate hanno fatto seguito i commenti delle due protagoniste.

Costanza Laliscia – 8ª classificata
"Portare a termine una 160 km è sempre una soddisfazione immensa. Finirla nei topTEN, insieme a ex campioni del mondo, è incredibile. Qui ad AlUla è stato tutto ancora più speciale perchè la gara è durissima, anche se il percorso è stato migliorato e reso più scorrevole.
Il mio team è stato perfetto, senza sbavature, tutti concentratissimi. Ed è così che arrivano i risultati.
Dopo 280 km in due giorni… ora vi saluto, sono stanca morta!"

Caterina Coppini - 12ª classificata
"Volevo ringraziare il CT Carlo Di Battista e il comitato organizzatore per l’opportunità che mi è stata data, quella di testare il percorso.
La 160 km di AlUla mi è sempre stata descritta come una gara estremamente impegnativa quindi ho scelto Antico Oriente come compagno di viaggio perchè un cavallo affidabile, generoso.
Dal terzo giro in poi ho affrontato la gara completamente in solitaria e chi ha provato questa sensazione sa di cosa sto parlando. Si hanno momenti in cui il pensiero vola incontrollato e il cuore batte forte e poi però ti accorgi che c'è lui, il tuo compagno di avventura che emana sensazioni positive, indescrivibili e che ti riempiono l'anima.
Antico Oriente ha avuto un atteggiamento favoloso il che fa ben sperare per il suo futuro considerando che era la sua prima volta in 160!
La gara è stata tecnica, tra caldo, sabbia profonda e dislivelli ingannevoli, ma i paesaggi mozzafiato ti fanno dimenticare tutto. Il team, soprattutto qui, è fondamentale quindi grazie a chi mi ha assistito e sostenuto".
Il sipario cala su un evento affascinante e misterioso per chi non conosce questi luoghi.
Ora lo sguardo è già rivolto a novembre, quando il deserto di AlUla sarà teatro del Campionato del Mondo.
foto by O. Testa - Endurancelifestyle


















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