TROFEO NAZIONALE: AREZZO VETRINA DEL PARAENDURANCE OPEN


Para, cioè parallelo, la forza dei pari.
Il 13 novembre, all'Arezzo Equestrian Centre, in occasione della finale di Coppa Italia e circuiti FISE e MASAF, si svolgerà il Trofeo Nazionale riservato agli atleti paralimpici senior.
Arezzo si prepara a scrivere una pagina nuova dell'endurance italiano e lo farà proprio nell'ambito del Festival Terre Toscane 2026.
Il Trofeo Nazionale Paraendurance OPEN riservato ai senior, avrà una vetrina per la prima volta inserita in una manifestazione nazionale e internazionale.
Il prefisso "para" in origine richiamava la paraplegia ma in seguito è stato poi riletto come "parallelo", uno sport che corre accanto a quello olimpico, con pari dignità.
L'equitazione e l'endurance nella fattispecie, ha un ruolo speciale in questa storia.
Il cavallo è sempre stato uno strumento riabilitativo e uno dei primi simboli è la danese Lis Hartel, colpita dalla poliomielite, che nel 1952 salì sul podio olimpico di dressage.
Nel Regno Unito negli anni Sessanta nascono le prime associazioni di equitazione per disabili e il para-dressage entra tra le discipline paralimpiche,
con atleti suddivisi in gradi di classificazione in base al tipo di disabilità, così da competere in condizioni di equità.
Perché l'endurance
L'endurance è una disciplina di resistenza che prevede l'utilizzo di percorsi in campagna, spesso su lunghe distanze, in cui il binomio cavallo-cavaliere deve soprattutto arrivare e finire in buone condizioni giudicate dal veterinario.

È uno sport che si adatta bene all'inclusione, perché mette al centro la relazione con l'animale e il contatto con la natura.
La scelta della sede del Trofeo non è stata casuale. Dopo il Campionato Italiano assoluto di maggio, a Montalcino, il team Generali Endurance aveva già annunciato la prossima gara a novembre all'Arezzo Equestrian Centre, con tutte le finali di Coppa Italia FISE e quelle MASAF per i giovani cavalli.
La FISE centrale, con il Referente del Dipartimento Endurance Alessandro Salari e la referente Promozione e Sviluppo Arianna Bonanno, ricevendo il parere favorevole da parte del Comitato Organizzatore, ha mosso i suoi responsabili unitamente agli omologhi del comitato regionale FISE Toscana, instituendo di fatto il Trofeo inserendolo in una kermesse nazionale e internazionale dunque moltiplicando la sua visibilità.
Info tecniche
I binomi dovranno affrontare 8 km. di percorso tutti in pianura con andata e ritorno in comune e un punto di assistenza dove controllare i partecipanti ed assisterli al meglio.
La Toscana schiererà una sua squadra senior dopo aver applaudito recentemente i colleghi under14 impegnati nelle Ponyadi KEP Italia dello scorso maggio 2026.

Paraendurance, inclusione e disabilità, una sfida che parte da Arezzo
Le parole degli attori della lodevole iniziativa, arrivano dritte al cuore e lasciano il segno.
La voglia di fare, la passione e la determinazione nei promotori sono contagiose.
L'idea e il sogno è invitare le altre regioni italiane, magari a cominciare dalle più vicine, a presentare i propri binomi in quella che potrebbe essere ricordata come la vera "buona la prima" e senza dubbio una buona base da cui partire.
Se guardassimo oltre confine, ci accorgeremmo facilmente di quanto sia meno complicata la convivenza tra binomi con e senza disabilità: in equitazione, in molti casi, si parte tutti insieme, senza distinzioni. Sarebbe bello coinvolgere queste realtà, dove l'inclusione è un fatto naturale, ben più che da noi.
L’auspicio, ribadisce la Bonanno, che in futuro l’attività paraendurance possa radicarsi sempre più sul territorio italiano e finalmente integrarsi con i circuiti classici già in essere.

Intanto ci godremo e applaudiremo le gare del 13 ad Arezzo consapevoli che il “para” questa volta, godrà della vetrina e della risonanza che merita trovandosi all’interno di una manifestazione orami rodata e sempre più apprezzata.
Foto repertorio by Francesca Gentile




















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