DUE AZZURRI NELLA TOP FIFTEEN AGLI EUROPEI YOUNG RIDERS 2026: SFUMA IL QUARTO POSTO IN FINALE
- Luca Giannangeli
- 2 ore fa
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A Jullianges, dove oggi si sono disputati i Campionati d'Europa Endurance Young Riders & Juniors 2026, per l'Italia è stata una giornata intensa e complessa.
L'Alta Loira, con i suoi paesaggi spettacolari e la proverbiale ospitalità della sua gente, ha confermato tutto ciò che ci si attendeva alla vigilia ovvero un percorso estremamente tecnico e selettivo, reso ancora più impegnativo da condizioni meteorologiche imprevedibili.
Caldo intenso, vento, bruschi cali di temperatura, di nuovo sole e, nel finale, un violento temporale, hanno accompagnato lo svolgimento della gara, mettendo a dura prova cavalli, cavalieri e team.
Nella prima parte della competizione l'Italia aveva dimostrato di possedere tutte le carte per recitare un ruolo da protagonista. La gestione della gara sembrava indirizzata verso un risultato di prestigio, ma nel momento decisivo alcuni equilibri si sono modificati.
In una disciplina complessa come l'endurance, dove ogni scelta tecnica e tattica deve confrontarsi con lo stato del cavallo, l'evoluzione della corsa, condizioni esterne spesso imprevedibili ecc. ecc., anche dettagli apparentemente marginali possono cambiare il destino di un Campionato.
Con il passare dei chilometri il team azzurro ha visto ridursi progressivamente le proprie possibilità di lottare per una medaglia o comunque per un dignitoso quarto posto, sfumato a favore di nazionali estremamente solide e preparate come Portogallo, Francia e Spagna.
L'endurance è una disciplina nella quale preparazione atletica, gestione veterinaria, tattica di gara, condizioni climatiche e scelte, personali e di squadra, convivono fino alla fine.
Basta che uno solo di questi tasselli cambi per modificare completamente l'esito di una competizione.
È probabilmente questa la caratteristica che rende l'endurance tanto affascinante quanto difficile da interpretare.
Sarà ora compito dello staff tecnico fare un'accurata disamina, analizzare con serenità quanto accaduto, individuando ciò che ha funzionato e gli aspetti sui quali continuare a lavorare.
Il valore dei binomi convocati resta indiscusso, così come il percorso di crescita intrapreso da un gruppo giovane che ha dimostrato di possedere qualità importanti.
Le esperienze maturate in appuntamenti di questo livello rappresentano spesso il patrimonio più prezioso in vista delle prossime sfide internazionali.

A mettere la firma sull'albo degli Europei giovanili, risultato che resterà comunque motivo di orgoglio per il movimento azzurro, sono stati Francesco Pio Alfano con Hidjab de Gion, dodicesimo al traguardo, e Giorgia Paganini con L&M Jamila, quattordicesima, due piazzamenti nella Top Fifteen che confermano la competitività di alcuni dei binomi italiani in una delle prove più selettive della stagione.

Plauso agli altri azzurri fermati anzitempo ovvero a Martina Saviori, a Giulia Kybett Vinci e a Mauro Fedriga.
Nella classifica a squadre il Portogallo ha conquistato la medaglia d'oro davanti alla Francia, argento, e alla Spagna, bronzo.
Il titolo europeo individuale è andato al portoghese Rodrigo Maria Cid Buinho in sella ad Amuleto de Guadarranque, che ha concluso alla media di 20,9 km/h.

Medaglia d'argento al francese Pablo Tomas Arnaud con Shaailan'Al Hfifa, giunto allo sprint con la stessa media, mentre il bronzo è stato conquistato dall'altro portoghese Manuel Maria Pereira con Aihnoa Almili, staccato di appena 17 secondi dai primi due.
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Foto by Ludovico Ciotola
















