CAMBIA CAVALLO! VALENTINA E AURORA: "TROPPO FACILE, NOI CI CREDIAMO"


Storie di endurance, quello bello...
Nel mondo dell'endurance, dove ogni chilometro è il risultato di preparazione, sacrificio e fiducia reciproca, ci sono storie che vanno oltre il risultato sportivo.
Storie che raccontano di cavalli, di cavalieri e di incontri capaci di cambiare il corso di un percorso che sembrava ormai segnato.
Quella di Valentina Baldo, del suo Falkon del Villoresi e della trainer Aurora Salvati, è una di queste.
Una storia che comincia con un colpo di fulmine, attraversa delusioni e momenti di sconforto e arriva, il 10 ottobre 2026, al traguardo di una 120 chilometri a Buch, in Germania. Un risultato che, soltanto qualche tempo prima, sembrava quasi impossibile.
Valentina va a cavallo praticamente da sempre, ma si avvicina all'endurance soltanto nel 2021.
È uno sport nuovo, affascinante e impegnativo, nel quale scopre presto che l'esperienza equestre, da sola, non basta.
L'incontro con Falkon del Villoresi è dunque immediatamente speciale.
Un cavallo esuberante, energico, dal carattere forte e incredibilmente sincero. Un cavallo che non cerca necessariamente di compiacere il proprio cavaliere, ma che pretende di essere capito.
Valentina se ne innamora subito quindi prima decide di prenderlo in mezza fida, poi sceglie di acquistarlo.
"Ho amato proprio tutto di lui sin da subito, anche quel suo carattere esuberante che a volte poteva rendere le cose complicate. Era un cavallo sincero, autentico e per me questo contava moltissimo" - dice Valentina.
Ma l'endurance, si sa, è uno sport che presenta presto il conto, soprattutto quando si comincia ad alzare l'asticella.
Con il passare del tempo e l'aumentare delle distanze, emergono le difficoltà. Le gare non portate a termine, le eliminazioni, i dubbi e la sensazione di non riuscire a trovare la strada giusta.
Più di qualcuno suggerisce a Valentina di cambiare cavallo.
In fondo, il ragionamento sembra semplice: se un cavallo non funziona, se non è sufficientemente competitivo, se non consente di raggiungere determinati risultati, forse è il momento di cercarne un altro ma Valentina non è disposta a ragionare in questi termini.
"Mi sembrava quasi che si parlasse di cambiare una macchina. Questa non funziona? Prendine una più performante, ma Falkon non era una macchina, era il mio cavallo".
L'idea di separarsene non viene mai presa seriamente in considerazione, piuttosto, Valentina è pronta a ridimensionare le proprie ambizioni sportive.
"Mi dicevo che, se non fossimo riusciti a fare endurance, avremmo fatto trekking. Che avrei continuato a correre le debuttanti per tutta la vita. In fondo, non importava ma dentro di me sentivo che forse potevamo funzionare e che semplicemente non avevamo ancora trovato il modo giusto".

Poi a Mantova, l'incontro che cambia tutto, il punto di svolta.
Un'altra eliminazione per zoppia. Un'altra delusione. Uno di quei momenti nei quali anche le convinzioni più profonde iniziano a vacillare.
Proprio in quel campo gara però, Valentina incontra una giovane trainer destinata a cambiare radicalmente il suo percorso sportivo, si chiama Aurora Salvati.
Bionda, occhi blu, modi dolci ma carattere determinato. Una ragazza dalla sincerità disarmante, capace di dire ciò che pensa senza troppi giri di parole.
Aurora ascolta la storia di Falkon, osserva la situazione e propone una soluzione tanto semplice quanto coraggiosa dicendo: "Senti, proviamo, provo ad allenartelo io e se non funziona, amen, ci farai le passeggiate. Ma dobbiamo provare".
Qualche giorno dopo aver preso Falkon in allenamento, Aurora si rivolge a Valentina con altrettanta franchezza dicendole: "Probabilmente sbagli qualcosa".
Una frase diretta, forse non facilissima da sentirsi dire, ma che segna l'inizio di un cambiamento perché Aurora in realtà, non sta semplicemente proponendo un esperimento perchè ha intravisto qualcosa in quel cavallo, un potenziale che merita di essere esplorato.
Dove altri avevano visto un limite, Aurora vede una possibilità dunque Valentina decide di crederci.
Il lavoro di Aurora parte da una convinzione precisa ossia che per migliorare i risultati non basta intervenire sul cavallo occorre lavorare sull'intero binomio.
Valentina decide di affidarsi completamente a lei, accettando di rimettere in discussione abitudini, convinzioni e modalità di gestione del proprio cavallo.
È un percorso che richiede umiltà, fiducia e disponibilità a cambiare.
Aurora le insegna a leggere meglio il cavallo, a rispettarne i tempi, a comprendere quanto la preparazione e la gestione siano fondamentali in una disciplina complessa come l'endurance e soprattutto la aiuta a ritrovare la fiducia in se stessa perché anche Valentina, nonostante una vita trascorsa in sella, attraversa momenti di profonda insicurezza.
È il giorno prima della sua prima gara FEI, l'emozione e la tensione prendono il sopravvento. La paura di sbagliare diventa così forte da farle perdere improvvisamente ogni sicurezza.

"Ero letteralmente nel panico" dice Vale - "mi sembrava di non essere più capace nemmeno di galoppare. Io, che andavo a cavallo da una vita, improvvisamente avevo la sensazione di non saper più fare nulla".
Anche in quel momento è Aurora a fare la differenza.
Non servono grandi discorsi, bastano la sua calma, i suoi modi rassicuranti, quella dolcezza accompagnata da una sicurezza che riesce a trasmettere anche nei momenti più difficili.
"Aurora ha una capacità straordinaria di tranquillizzarti. Non ha bisogno di tante parole. Ti fa sentire che puoi farcela e quando io smettevo di credere in me stessa, lei continuava a farlo" - continua Vale.
È forse proprio qui che emerge una delle qualità più importanti della giovane trainer cioè la capacità di lavorare non soltanto sulla preparazione atletica, ma anche sulla componente emotiva del binomio.
Un allenatore può insegnare a un cavallo a percorrere lunghe distanze, ma un allenatore speciale, sa anche accompagnare il cavaliere oltre le proprie paure.
La trasformazione di Falkon: nasce un vero cavallo da endurance
Nel frattempo, lontano dai campi gara e dai riflettori, Aurora porta avanti un lavoro altrettanto importante, quello sulla preparazione fisica di Falkon.
Un lavoro metodico, costante, costruito giorno dopo giorno attraverso allenamenti mirati, attenzione all'alimentazione, gestione dei recuperi e cura di ogni dettaglio.
Il cambiamento diventa progressivamente evidente anche nell'aspetto del cavallo.
La muscolatura si sviluppa e si definisce, il corpo si modifica, le forme diventano quelle di un atleta preparato per affrontare le lunghe distanze.
Falkon, senza perdere nulla del suo carattere esuberante e della sua personalità, acquisisce progressivamente la struttura e la condizione fisica di un vero cavallo da endurance.
"Vederlo cambiare è stato incredibile. Aurora è riuscita a costruire fisicamente un cavallo da endurance. Lo ha fatto con una dedizione straordinaria, curando i minimi dettagli".
Aurora non cerca di trasformare Falkon in un cavallo diverso, riesce a far emergere il cavallo da endurance che, probabilmente, era sempre stato dentro di lui
Dalle debuttanti ai 120 chilometri in Germania
I risultati iniziano ad arrivare, non all'improvviso, ma come naturale conseguenza di un percorso costruito con pazienza e metodo.
Falkon cresce atleticamente, Valentina acquisisce maggiore sicurezza e il binomio comincia a trovare quell'equilibrio che fino a poco tempo prima sembrava così difficile da raggiungere.
Arriva il traguardo dei 90 chilometri, un risultato importante, che soltanto qualche tempo prima appariva lontanissimo.
Ma il percorso non si ferma perchè il 10 ottobre 2026, a Buch, in Germania, Valentina e Falkon portano a termine una gara di 120 km.
Centoventi chilometri che rappresentano molto più di un risultato sportivo, essi sono la sintesi di tutte le gare non finite, dei momenti di sconforto, dei dubbi, delle paure e di quella scelta, apparentemente irrazionale, di non rinunciare a un cavallo nel quale molti avevano smesso di credere.
"Quando penso a quei 120 chilometri mi emoziono ancora" - continua Vale - "non tanto per la distanza in sé, che per me rappresenta comunque un traguardo enorme, ma per tutto quello che c'è dietro. Le delusioni, le eliminazioni, i momenti in cui mi sono chiesta se stessi sbagliando tutto. E poi il lavoro di Aurora, la sua dedizione, la sua capacità di non mollare mai".

Grazie Aurora
Una presenza fondamentale, anche quando non è fisicamente in sella, una squadra di tre, unita da un percorso che ha trasformato difficoltà e incertezze in un traguardo concreto.
La storia di Valentina, Falkon e Aurora è soprattutto una storia della fiducia di un'amazzone che ha scelto di non rinunciare al proprio cavallo e quella di una giovane trainer che ha deciso di investire tempo, competenza ed energie in un binomio che sembrava non riuscire a trovare la propria strada.
Oggi Valentina crede in sé stessa....




















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