BUONI PIAZZAMENTI ITALIANI A JULLIANGES
- Luca Giannangeli
- 2 ore fa
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A soli due giorni dal Campionato Europeo Young Riders 2026, numerosi binomi italiani si sono cimentati in competizioni internazionali a Jullianges, conquistando piazzamenti di rilievo.
Sul medesimo tracciato affrontato dai giovani protagonisti della rassegna continentale, che il 31 luglio 2027 ospiterà anche i FEI Endurance European Championship Senior, si sono messi alla prova diversi azzurri.
Nel test event sui 160 chilometri, ottima prestazione per Giorgia Pisano con Zagaia dei Laghi e per Melinda Chiola con Girolle Armor che hanno concluso rispettivamente all’ottavo e al nono posto.
Riscontri positivi anche nella CEI2* CIM sui 120 chilometri, con Daniele Serioli e Bolt del Conero al decimo posto, Claudia De Marie con Barbaredda Briosa decima e Patrizia Giacchero con Hamira du Barthas, undicesima.
Sempre sulla distanza dei 120 chilometri, ma nella categoria riservata agli Young Riders, merita un plauso anche Melissa De Rosa, diciottesima insieme a Zenobi.
La presenza in campo di una delle amazzoni italiane più forti e rappresentative di sempre, Patrizia Giacchero, non poteva certamente passare inosservata. Proprio a lei abbiamo chiesto un’opinione sul tracciato appena affrontato dagli azzurrini e sul quale, tra un anno, si confronteranno i migliori interpreti dell’endurance europeo.
Alle sue parole seguirà anche il commento di Giorgia Pisano, protagonista del test event sui 160 chilometri.

Microfono a Patrizia Giacchero:
"Ho trovato il percorso di Jullianges tecnico e allo stesso tempo, estremamente affascinante.
È uno di quei tracciati che non lasciano spazio all’improvvisazione; bisogna avere ben chiari, fin dalla partenza, la strategia da seguire e l’obiettivo da raggiungere, cercando poi di mantenere lucidità e coerenza durante l’intera gara.
Nell’arco della giornata abbiamo vissuto praticamente tre stagioni diverse; siamo partiti con condizioni quasi autunnali per poi passare alla primavera e, infine, a temperature tipicamente estive.
Cambiamenti così repentini hanno richiesto una grande capacità di adattamento, sia da parte dei cavalli sia dei cavalieri e dei rispettivi team.
Anche le assistenze sono state messe a dura prova, soprattutto per il limite massimo di due componenti della crew imposto a ciascun binomio.
Nonostante questo l’organizzazione si è dimostrata impeccabile sotto ogni aspetto. Particolarmente apprezzata anche la gestione delle scuderie, dove paglia e fieno, inclusi nella quota di iscrizione, sono stati sempre disponibili in abbondanza".
















