BAGNARE IL CAVALLO CON COGNIZIONE. LO SAPEVATE?




Spesso, soprattutto tra i neofiti nell'endurance ma a volte anche tra i più esperti, osserviamo operazioni, probabilmente ormai accettate e tramandate, che possono non essere giuste.

Fermo restando che dovremmo usare solo l'acqua necessaria, soprattutto in un epoca in cui questo elemento inizia a scarseggiare, è necessario informarsi, magari dal proprio veterinario o leggendo la bibliografia al riguardo.

Non si finisce mai di imparare e vige sempre il motto: "se non so, chiedo".

Ad esempio, leggendo un articolo dal dott. David Marlin, che ebbi il piacere di intervistare una decina di anni or sono, ho scoperto nozioni che davo per scontate e che poi la medicina/fisica smentisce.


Ovviamente bagnare il cavallo aiuta a rinfrescarlo quando è molto caldo, ma raffreddarlo è altro. Cerchiamo di raffreddare il suo sangue e di conseguenza il cuore che lavora allo scopo. Il nostro di scopo è abbassare il battito cardiaco, parametro fondamentale per entrare in cancello veterinario.


Vediamo un esempio che riporta testualmente:


"Devo concentrarmi a bagnare il cavallo sulle grandi vene e arterie all’interno delle gambe posteriori, e sui grandi gruppi muscolari?”


Risposta – NO. "Il raffreddamento per evaporazione o conduzione agisce raffreddando il sangue che scorre attraverso i piccoli vasi sanguigni sottocutanei. Più superficie di cute viene raffreddata, più velocemente si rinfrescherà il cavallo.

Applicare quindi l’acqua su tutto il corpo è la scelta più corretta".


Voi cosa ne pensate?

Avete altre domande? Magari acqua ghiacciata si/no, steccare il cavallo si/no?


Chi è David Marlin?


Dulcis in fundo.

Qualcuno disse che la terza mondiale scoppierà per l'acqua, usiamola con parsimonia.

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