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TRA SPORT E COSCIENZA, L'ENDURANCE TORNA A VITTORITO


Pensieri e parole in tempi di guerra

La foto di copertina ha il colore del tempo, è leggermente ingiallita, come succede alle immagini che restano a lungo nei cassetti della memoria.

Era il 2004 e ritrae alcuni cavalieri impegnati in una gara di endurance a Vittorito, lungo lo stesso percorso che tornerà a vivere dal 27 al 29 marzo prossimi in occasione della prima 160 km. in Italia e della prima di coppa Italia e circuiti FISE e MASAF.


Guardarla oggi fa uno strano effetto, non solo perché sono passati più di vent’anni, ma perché quelle immagini raccontano una continuità, la stessa passione, gli stessi sentieri, lo stesso spirito di chi sceglie di vivere il cavallo attraverso l’endurance.


Io ero presente con una delle prime macchine fotografiche digitali da 3 megapixel, avrei preferito correre ma avevo un solo cavallo e non abbastanza mezzi per potermi permettere di partire e andare in gara, anche se a pochi km. da casa, comunque ero lì, a promuovere l'endurance, sempre.


Tra pochissimo Vittorito tornerà ad accogliere cavalieri, amazzoni e appassionati per una nuova edizione della gara che attraverserà i paesaggi della Valle Peligna, un territorio che negli anni ha dimostrato più volte di saper coniugare sport, natura e ospitalità.


Eppure, almeno per chi scrive, non è così semplice vivere lo sport con la stessa leggerezza di un tempo.



Le immagini che arrivano ogni giorno dal mondo, le notizie di guerra, le storie di bambine e bambini che perdono la vita sotto le bombe, rendono difficile isolarsi completamente dentro la dimensione dello sport.


Viene spontaneo chiedersi come si possa pensare a correre, a gareggiare, a misurarsi con il cronometro mentre, sopra le nostre teste, scorrono scie di tragedie così grandi.

Forse però la risposta non è smettere di fare sport, forse la risposta è farlo con maggiore consapevolezza.


Correre a Vittorito, attraversare quei sentieri insieme ai propri cavalli, potrebbe diventare anche un momento per ricordarci quanto siano preziosi la pace, la libertà e la possibilità stessa di praticare uno sport all’aria aperta.


L’endurance, più di altre discipline, ha sempre avuto qualcosa di profondamente essenziale, il rapporto con il cavallo, il rispetto dei tempi della natura, la fatica condivisa lungo chilometri di strada.


Forse proprio per questo può insegnarci anche a guardare oltre la gara.


A fine marzo Vittorito tornerà a essere un punto di incontro per il mondo dell’endurance. I cavalieri percorreranno ancora una volta quei tracciati che già nel 2004 vedevano passare altri binomi, altre storie, altre emozioni.

Vedere l'amico recentemente scomparso Luciano di Francesco in foto, insieme a Rosalinda di Marco e Antonella Bottiglione, mi ha stretto il cuore e spinto a scrivere qualcosa di diverso, dal cuore.


Luciano con Rosalinda e Antonella
Luciano con Rosalinda e Antonella

Magari questa volta correremo facendolo con uno sguardo un po’ diverso, continuando a vivere lo sport che amiamo, ma senza dimenticare il mondo che ci circonda.

 
 
 

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