LUCIANO DI FRANCESCO SE NE VA IN PUNTA DI PIEDI LASCIANDO UN GRANDE VUOTO NELL'ENDURANCE
- Luca Giannangeli

- 2 giorni fa
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Aggiornamento: 20 ore fa

Ecco qua, arriva la telefonata, quella che ti gela, quella che non ti aspetti. Non era un giovincello ma stava bene Luciano Di Francesco, grandissimo appassionato di endurance in tutte le sue declinazioni.
Due giorni e via, è stato chiamato altrove per altri scopi; ci lascia un pioniere, uno che ha macinato km e km in sella amando la sua disciplina in maniera viscerale sia da sopra che da sotto il cavallo.
Non è stato un maniscalco per professione ma per passione, per dedizione. Ore ed ore a studiare, a progettare, a confrontarsi sempre mantenendo quella gentilezza ed educazione e chi lo conosceva non che confermare.
Ci sono persone che non si limitano a praticare uno sport, ma lo incarnano. Luciano era una di queste. Ci lascia un uomo autentico, guidato dalla passione e dal rispetto per il cavallo.
La sua competenza, la sua dedizione e il suo amore per questo mondo resteranno impressi in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e affiancarlo.
Oggi il nostro sport perde un uomo vero, ma la sua eredità vive nei cavalli, nei percorsi e nelle persone che ha ispirato.
Non era solo un atleta o un maniscalco, ma un punto di riferimento, un esempio di serietà e passione autentica.
Quando arrivai con il mio anglo arabo sardo mezzo sdomo, Quasimodo, nel maneggio di Paganica a L'Aquila, divenne sin da subito il mio mentore anche se parlava poco.
Cercavo in quelle rare occasioni di carpirne quante più informazioni possibili e farne tesoro e tutto oggi porto con me degli insegnamenti, delle massime, dei teoremi ben precisi.

Lo ricordo con grande affetto e tenerezza, anche quando rimproverava me e Fernando perché eravamo indisciplinati a parer suo.
A chi lo ha amato e condiviso il suo cammino, va il nostro abbraccio più sincero.
Il suo ricordo continuerà a galoppare con noi.

















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