L'ULTIMA LEGGENDA DELL' ENDURANCE
- Luca Giannangeli
- 2 ore fa
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Mentre l'endurance moderno diventa sempre più estremo, settoriale e scientifico, tra protocolli di idratazione, alimentazione studiata al dettaglio, allenamenti quasi scanditi dai watt (non ci siamo ancora, ma poco ci manca...) e bandane calate sul viso, ogni tanto vale la pena alzare lo sguardo oltre oceano.
La scorsa notte, negli Stati Uniti, si è corsa la leggendaria Tevis Cup, la 100 miglia più famosa e probabilmente più dura del mondo. L'endurance per antonomasia.
E ancora una volta è andata in scena una storia capace di ricordarci perché questo sport sa ancora emozionare.
I protagonisti sono Jeremy Reynolds e Treasured Moments, un binomio unico, quasi fuori dal tempo.
Jeremy è immediatamente riconoscibile, leggings multicolor (un tratto distintivo), una semplice t-shirt azzurra. Il cavallo? Nessun parastinco, nessuna testiera in biothane, nessun morso, solo una capezzina in corda e una leggera sella da endurance.
Attenzione però a non confondere questa immagine con il folklore. Qui non si parla di un eccentrico, ma di uno dei più grandi cavalieri di endurance del pianeta. Forse il binomio più iconico e riconoscibile del mondo, uno di quei campioni capaci di alimentare i sogni dei bambini. Il Marco Pantani del ciclismo, l'Alberto Tomba dello sci, il Jannik Sinner del tennis... ma a cavallo.

Chi era presente ai Campionati Italiani di Isola della Scala nel 2021, la celebre 160 km che consacrò Daniele Serioli campione italiano ma che vide Jeremy come il vero dominatore della gara, conserva ancora immagini che sembrano irreali.
Si racconta che arrivasse ai cancelli dei loop, saltasse giù dal cavallo in corsa e che, nel tempo di mettere un piede a terra, la sella fosse già stata rimossa. C'è persino chi giura che riuscisse a fare pipì al galoppo senza nemmeno smontare. Forse leggenda, forse realtà. Ma tutte le grandi icone dello sport sono accompagnate da racconti che sfiorano il mito.
E poi c'è lui, il vero protagonista silenzioso, Treasured Moments.
La femmina baia nata nel 2010, di sangue polacco, figlia delle linee di Wikings. Genealogie forse considerate un po' fuori moda in Europa, ma ancora straordinariamente efficaci, come dimostrano i cavalli figli di Wagram che tanto fanno sognare.
Il suo palmarès lascia senza parole: 13 CEI3* da 160 km completate e 9 vittorie. Numeri semplicemente incredibili.
Lo scorso week-end ha scritto un'altra pagina di storia.
Alle 5.15 del mattino Jeremy e Treasured sono partiti insieme. Davanti avevano 100 miglia, oltre 160 chilometri tra montagne, caldo, rocce e sentieri che hanno reso la Tevis Cup una leggenda mondiale.
Alle 22.52, dopo oltre diciassette ore di gara, hanno attraversato il traguardo da vincitori.
A sedici anni, Treasured Moments ha compiuto l'ennesima impresa della sua straordinaria carriera, confermandosi una delle più grandi leggende che l'endurance abbia mai conosciuto.
Grazie, Treasured Moments e grazie, Jeremy Reynolds, per aver ricordato a tutti noi che, al di là della tecnologia e dei numeri, questo sport vive ancora di cuore,
coraggio e magia.
Testo Andrea Forni.
Foto repertorio Sportendurance
















