CENTRO IPPICO ADELASIA: UNA FUGA, UN SOGNO, MILLE STRADE A CAVALLO
- Luca Giannangeli

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C’è una leggenda tra i boschi e i sentieri della Liguria, che racconta di una principessa e di una fuga.
Si narra che Adelasia, figlia dell’imperatore Ottone di Sassonia, scappò verso queste terre insieme allo scudiero Aleramo, trovando qui un nuovo inizio, lontano da tutto.
Secoli dopo, in quello stesso scenario, qualcun altro ha scelto di “fuggire” per costruire qualcosa di proprio e non per un amore proibito, ma per una passione altrettanto forte, quella per i cavalli.
Daniele Massobrio nasce a Genova, ma la sua storia cambia direzione presto.
L’incontro con il cavallo arriva quasi per caso, da bambino, seguendo un’amica in maneggio.
Un invito, una prima salita in sella e da quel momento, come lui stesso racconta, non è più sceso.
Quella che per molti resta una passione, per lui diventa strada, disciplina, identità.
L’endurance in particolare, la disciplina della resistenza, dei chilometri macinati uno dopo l’altro, segna profondamente il suo percorso sportivo: tre partecipazioni in nazionale azzurra e quasi 10.000 chilometri portati a termine in carriera.
Poi arriva una scelta che cambia tutto: lasciare la città e
costruire qualcosa di proprio.
Nasce così il centro ippico Adelasia, nel territorio nel cuore della Riserva naturalistica dell'Adelasia.
Un luogo che sembra pensato apposta per il cavallo; oltre mille ettari di natura, sentieri immersi nel verde, assenza di traffico, niente caccia. Uno spazio raro, dove il tempo si misura in passi e in respiro.
La scelta di questo territorio non è stata solo romantica, è stata anche, in parte, una conseguenza naturale. Qui Daniele aveva già iniziato a lavorare come istruttore, costruendo negli anni una rete di allievi, proprietari e persone di fiducia.
Un piccolo mondo che, passo dopo passo, è diventato la base su cui costruire il centro.

Aprire però, non è stato semplice. Se la passione è un motore potente, la realtà richiede altro. Investimenti, pazienza, e soprattutto la capacità di affrontare un sistema burocratico complesso. Permessi, autorizzazioni, iter lunghi, un percorso spesso più faticoso di una gara di endurance.
Eppure, come in ogni lunga distanza, conta la costanza e alla fine, il traguardo arriva.

Oggi il centro ippico Adelasia è molto più di un centro specializzato.
L’endurance resta il cuore, l’identità profonda, quella che dà direzione e senso ma attorno ad essa si sviluppa una realtà capace di adattarsi e rispondere alle esigenze di un mondo cambiato.
Perché oggi, per far vivere un centro ippico, non basta una sola dimensione, serve apertura, serve offrire scuola di equitazione, formazione, attività ricreative, esperienze per chi si avvicina per la prima volta, ma anche percorsi sportivi per chi vuole crescere.
Le passeggiate a cavallo, in questo senso, sono diventate una porta d’ingresso fondamentale. Dopo gli anni della pandemia, molte persone hanno riscoperto il valore del tempo all’aperto, del contatto con la natura, della relazione con l’animale.
Anche chi non ha ambizioni agonistiche cerca oggi esperienze autentiche, che durino un’ora o un’intera giornata.
Ed è proprio qui che un luogo come l’Adelasia trova la sua forza, offrire spazio, silenzio, continuità. Un’esperienza che non è solo sport, ma immersione.
Accanto a questo, resta la dimensione più tecnica e sportiva. L’endurance continua a essere una disciplina centrale, capace di attrarre chi cerca una sfida vera, fatta di preparazione, gestione del cavallo e capacità di leggere il percorso.

Dietro tutto questo però, non c’è solo una struttura, c’è una storia personale fatta di scelte, incontri e anche supporto. Accanto a Daniele c’è Giulia Giannichedda, sua moglie, presenza costante nella sua vita, che pur lavorando in un altro settore condivide e sostiene il progetto, vivendo a sua volta il rapporto con il cavallo.
E forse è proprio questo il punto, il centro ippico Adelasia non è solo un centro ippico ma un luogo costruito nel tempo, come si costruisce una distanza lunga.
Con pazienza, con fatica, ma anche con quella determinazione silenziosa che accomuna chi, una volta salito in sella, decide di non scendere più.
Un po’ come in quella leggenda antica solo che qui, al posto di una fuga, c’è una scelta e al posto di un approdo, un percorso che continua.
Contatti:
Instagram: centro_ippico_adelasia
Tel. +39 349 678 9078



















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