UN CAMPIONE SENZA TEMPO: TIZIANO CORRADO CONQUISTA LA 140 KM DI BUCH
- Luca Giannangeli

- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 3 min

Cavaliere + cavallo = 95 anni in due! Don't do this at home 😀E' solo per pochi...
Tiziano Corrado, anima del CTE Montello di Nervesa della Battaglia, continua a far parlare di sé centrando un altro grande risultato, questa volta a Buch in Germania.
In sella a Dzyngis Chan, per tutti Gigi, ha conquistato il successo nella CEI3* 140 km chiudendo ad oltre 17 km/h.
Fin qui la notizia non fa scalpore, sembra una news come tante ma per chi conosce il coriaceo Corrado, sa bene che parliamo di un cavaliere di lungo corso classe di ferro 1947 e che di km e di storie ne potrebbe raccontare all'infinito.
Insomma, gli inglesi dicono "don't do this at home", "non fatelo a casa" a meno che non abbiate una preparazione mentale e fisica all'altezza della performance a cui mirate o simile a quella di Corrado!
"La trasferta di Buch" - ci racconta sua figlia Monica, anch'ella endurista - "è stata un'odissea perché durante il viaggio verso la gara abbiamo avuto un guasto piuttosto importante al van.

Corrado voleva tornare a casa, come se fosse un segno del destino ma alla fine abbiamo portato il mezzo con il carroattrezzi in un'officina a Bressanone, dove addirittura abbiamo organizzato un piccolo recinto per il cavallo che sembrava aver capito la situation!
Abbiamo traslocato tutto sull'auto e il trailer di mio marito Matteo che ci è venuto a prendere e via, finalmente siamo ripartiti alla volta di Buch!
Inizio dei peggiori, finale da favola 😀....
Che dire, la tenacia in famiglia proprio non manca!!"
Ma veniamo al racconto e alle parole del protagonista, Tiziano Corrado
"La mia intenzione iniziale era partecipare alla 2 giorni 90+90 km. prevista in calendario ma, quando siamo stati informati che quella formula non sarebbe più stata disputata e avendo già organizzato tutta la trasferta, ho deciso di partire comunque, scegliendo la 140 chilometri.
L'Odissea in Van la sapete già dunque ve la risparmio!!!

Le 160 sinceramente non me la sentivo di affrontarla, non per il mio cavallo, Dzyngis Chan ma per me!
Se guardo la carta d'identità, gli anni cominciano a essere tanti e, sommando i miei agli anni del mio compagno di gara, 16, arriviamo a quota 95! Probabilmente eravamo il binomio con l'età complessiva più alta in gara.
Buch mi ha fatto una buona impressione. L'organizzazione era essenziale ma non mancava di nulla per correre bene. Il percorso, a volte segnalato a modo suo ma comprensibile, era molto bello con fondi validi e tratti tecnici al punto giusto.
Si attraversavano prati immensi e boschi spettacolari in un ambiente tranquillo e rilassato.
Un contesto diverso da quello a cui siamo abituati in molte gare italiane, ma comunque piacevole e funzionale.
Il viaggio è piuttosto lungo, anche perché per buona parte del tragitto non si percorrono autostrade, ma nel complesso ne è valsa la pena. Ci tornerei anche senza la vittoria.
Ho scelto di andare a Buch soprattutto per uscire un po' dai confini italiani, confrontarmi con una realtà diversa e fare esperienza.
Il mio obiettivo era semplicemente arrivare al traguardo poi la gara ha preso una piega inaspettata. Nell'ultimo anello ho chiesto qualcosa in più a Dzyngis Chan e lui ha risposto da campione, mantenendo un'andatura superiore ai 20 chilometri orari.
Alla fine è arrivata la vittoria, accompagnata dalla soddisfazione di un ottimo tempo complessivo, ottenuto nonostante il caldo intenso che ha caratterizzato la seconda parte della giornata.
Dzyngis Chan a 16 anni mi ha dimostrato ancora una volta di essere un cavallo straordinario.
Un risultato del genere però, non si costruisce da solo perché frutto di un buon lavoro di squadra.

Un ringraziamento speciale va alla mia assistenza formata da mia figlia Monica e mia nipote Martina, che ha appena 15 anni.
Hanno svolto un lavoro eccezionale imponendomi di riposare durante le soste per recuperare al meglio tra un giro e l'altro.
Quando hai alle spalle una squadra così, tre generazioni in tutto, diventa tutto più semplice".
Una vita in sella
Ringraziamo Tiziano Corrado per averci dato modo e spunto di scrivere un articolo che racconti l'endurance, quello bello, quello che ci piace.
Corrado è un cavaliere che ha contribuito e contribuisce in modo significativo alla crescita di una disciplina che unisce resistenza, tecnica e profondo rispetto per il cavallo.
La sua storia sportiva attraversa decenni di competizioni nazionali e internazionali.
Dalle prime gare fino alle prove di alto livello, Corrado ha costruito un percorso caratterizzato da costanza e competenza, diventando un punto di riferimento per molti appassionati dell'endurance.

Foto by Barbara Miller x Sportendurance



















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