QUANDO SI DICE CAMPUS. COSÌ IL DIPARTIMENTO ENDURANCE COSTRUISCE IL FUTURO DELL'ENDURANCE
- Luca Giannangeli

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Ci sono parole che racchiudono un intero modo di intendere la formazione. Una di queste è "Campus".
Il termine, oggi utilizzato in tutto il mondo, affonda le proprie radici nel latino "campus", cioè "campo", ma è soprattutto negli Stati Uniti che ha assunto il significato moderno di luogo dedicato alla crescita, allo studio e alla condivisione delle esperienze.
Un campus non è semplicemente uno spazio dove si seguono delle lezioni, ma un ambiente nel quale si vive un percorso formativo fatto di confronto, pratica e sviluppo personale.
È stata proprio questa la filosofia che ha ispirato il Campus Endurance Team Italia Future 2026, organizzato dal Dipartimento Endurance della Federazione Italiana Sport Equestri dal 12 al 15 luglio e appena conclusosi presso il Centro Equestre Federale di Rocca di Papa.
La formazione ha rappresentato uno dei pilastri della visione della FISE e del suo Dipartimento Endurance, pienamente consapevoli che il futuro della disciplina passa inevitabilmente dalla preparazione delle nuove generazioni.


I giovani atleti non hanno semplicemente imparato a montare meglio il proprio cavallo. Durante le quattro giornate hanno approfondito una disciplina che oggi richiede competenze molto più ampie: conoscere il benessere animale, comprendere gli aspetti veterinari, acquisire nozioni di preparazione atletica, sviluppare una corretta cultura sportiva e imparare a lavorare in squadra.
Per questo motivo il Campus ha proposto un percorso multidisciplinare nel quale teoria e pratica si sono fuse in un'unica esperienza. Ogni lezione ha rappresentato un tassello di un mosaico finalizzato a formare cavalieri completi, consapevoli e responsabili.
A guidare il progetto è stato il Commissario Tecnico della nazionale Young Riders Andrea Iacchelli nel ruolo di tutor, mentre il coordinamento è stato affidato ad Alessandro Salari, referente del Dipartimento Endurance.

Di assoluto livello anche il corpo docente, composto da professionisti che hanno messo a disposizione dei ragazzi la propria esperienza maturata ai massimi livelli della disciplina.
Per la tecnica equestre e il lavoro in piano sono intervenuti Deodato Cianfanelli e Costanza Laliscia, che ha approfondito gli aspetti specifici dell'endurance. L'area veterinaria è stata affidata a Francesca Beccati, la preparazione atletica a Sara Colaci e la tecnica delle cadute a Nicola Moraci.
In un'epoca in cui la crescita sportiva passa sempre più dalla qualità della formazione, iniziative come questa rappresentano un investimento concreto sul futuro. Perché i risultati si costruiscono certamente in gara, ma prendono forma molto prima, tra le aule, i campi di lavoro e il confronto quotidiano con chi può trasmettere esperienza, competenza e passione.
Alla conclusione delle quattro giornate, il Campus ha lasciato ai partecipanti qualcosa che va ben oltre un semplice attestato di presenza. Nuove conoscenze, maggiore consapevolezza e la certezza che il futuro dell'endurance italiano passa anche attraverso momenti di formazione come questo, nei quali la crescita dell'atleta procede di pari passo con quella della persona.
Del resto i campioni non nascono soltanto in sella a un cavallo bensì si costruiscono giorno dopo giorno attraverso lo studio, il sacrificio, il confronto con chi possiede esperienza e la voglia di imparare.
È questa la vera eredità lasciata dal Campus Endurance Team Italia Future 2026 ovvero aver ricordato ai ragazzi che la tecnica può farti vincere una gara, ma è la cultura equestre che può accompagnarti per tutta una carriera sportiva.
E' proprio su questo principio che la FISE e il Dipartimento Endurance stanno costruendo il futuro della disciplina.




















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