GIORGIA PAGANINI E GLINKAYA CABIRAT, QUALE MIGLIORE RIVINCITA DI UN TITOLO ITALIANO YOUNG RIDERS?
- Luca Giannangeli

- 8 mag
- Tempo di lettura: 2 min

Che le gare riservate agli under 21 siano sempre state agguerrite è un dato di fatto, ma oggi a Montalcino vedere 24 binomi combattere fino alla fine a denti stretti è stato uno spettacolo.
Complice una giornata climaticamente perfetta per gareggiare in endurance, con temperature tra i 16 e i 20 gradi centigradi che hanno reso, per fortuna, la vita facile ai dottori della clinica veterinaria, si è assistito a una gara avvincente e preparata a dovere dai partecipanti e dai loro team.
A portarsi a casa il metallo più prezioso, l’oro, è stata l’amazzone tesserata in Lazio Giorgia Paganini con Glinkaya Cabirat (19,61 km/h), che ricordiamo ebbe la gioia, lo scorso anno in Romania, di mettersi al collo il bronzo a squadre ai Mondiali young riders, nonostante lo stop anzitempo dei vets.
Giorgia, al traguardo, chiaramente in lacrime, punta il dito in alto a confermare di essere riuscita nel suo intento più intimo.

L’argento e il bronzo sono andati rispettivamente al campano Francesco Pio Alfano in sella a Hidjab de Gion (19,14 km/h) e ancora a un’amazzone laziale, Giulia Kybett Vinci con il piccolo e tenace Manaar (19,13 km/h).

Sentiremo nei prossimi giorni i commenti di queste ultime atlete che, per adesso, le lasciamo a le pesanti medaglie, mentre non poteva non fermarsi ai nostri microfoni la campionessa d’Italia in carica, perché questo ora vale doppio. Vediamo perché.
“È stata una grandissima rivincita”, esplode ai microfoni di Sportendurance prima di andare in best condition. “Questo titolo lo dedico a Glinkaya perché al Mondiale, nonostante sia tornata a casa con una medaglia al collo alla quale senz’altro abbiamo contribuito, l’eliminazione di Glin ha fatto male.
Dovevo darle la chance della rivincita e non se l’è lasciata scappare a Montalcino.
Ancora non realizzo perché all’ultimo giro siamo partite con 40 secondi sull’inseguitrice e ho finito in solitaria con 9 minuti di vantaggio.
Insieme al mio team, vedendo che la cavalla stava davvero bene, abbiamo deciso, all’attacco della salita del Castello Banfi, di dare una sgasata e vedere la risposta degli altri. Glinkaya, che in salita è nel suo, è stata favolosa e poi anche in discesa.
Abbiamo registrato una media davvero alta, 19,61 km/h, per certi versi inaspettata anche dai presenti conoscitori del percorso, a tratti insidioso”.

Alla fatidica domanda: “Progetti futuri?”, la sorridente Giorgia si divincola così:
“Non ho imminenti progetti, per ora devo concentrarmi sugli esami di Stato che poi mi porteranno a scegliere l’università, che credo rimarrà nel settore animale, veterinaria, vedremo.
Per ora mi godo il titolo, appendo la medaglia al box e me la guardo per un po’! Grazie a tutti.”
Anche nella categoria Criterium Senior e tappa di Coppa Italia se le sono date di santa ragione, la volata Tavassoli/Laliscia che ci teniamo in caldo; è doveroso dedicare a quest’altra storia un articolo a parte, con foto strepitose by Ludovico Ciotola x Sportendurance.

















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