Valeria Caico racconta la sua Uzès

All’indomani della gara internazionale corsa in Francia ad Uzès da alcuni cavalieri italiani, Valeria Caico, “Princi” per gli amici, racconta la sua esperienza transalpina. Rammaricata del risultato meramente sportivo non positivo, l’amazzone genovese riesce a cogliere la vera essenza dell’endurance e guardare il bicchiere “mezzo pieno”; complimenti. Microfono a Valeria: "Nonostante la trasferta francese ad Uzès si sia conclusa con un risvolto alquanto catastrofico, torno a casa con un sorriso in più da aggiungere al mio album dei ricordi e, se il mio braccio fasciato rende difficile crederci, è stata un'esperienza meravigliosa. Le giornate a Les Haras Nationaux erano scandite dalla musique, diffusa dagli altoparlanti ed interrotta di tanto in tanto da qualche annuncio in un inconcepibile francese gracchiante. Le strutture più che funzionali e l'ospitalità di riguardo hanno contribuito a rendere l'atmosfera pre-gara serena e rilassante dunque il venerdì delle visite preliminari non ha tardato ad arrivare: i trotti, come una vera e propria sfilata, si sono svolti su una passerella da show mentre una voce al microfono presentava il binomio ad un pubblico di interessati. Fantascienza. Samedi, 7:00 am Boucle Nord 1/4 e 3/4 : un giro tecnico e insidioso. Boucle Sud 2/4 e 4/4 : tracciato leggermente più comprensivo. ….Con il viso stirato in un magnifico sorriso da "Princi", così mi chiamano gli amici, sono pronta ad una partenza al cardiopalma... I chilometri scorrevano veloci così come i cavalieri francesi che, chiamando a gran voce "à gauche!" o "à droite!", mi sfrecciavano accanto come diapositive del bel montare, con il loro stile invidiabile, mentre io ammirata procedevo cercando di coglierne i segreti. Impeccabili i nostri assistenti : Antonio, Elena, Renata, Gianni e la piccola Gaia. Il terzo giro, affrontato sull'anello Nord, ha causato l'eliminazione dei concorrenti italiani, lasciandomi sola per la ripartenza dell'ultimo giro, protagonista dello sfortunato epilogo della mia gara. Colgo l'occasione per ringraziare Sara Guzzoni, splendida persona e ottima amazzone, che non solo mi è sempre stata vicino ogni km verso il traguardo, ma anche durante la corsa in ambulanza fino al Polyclinique du Grand Sud di Nimes dove mi è stata praticata la manovra di riduzione della lussazione. E' stata un'avventura, o come dice una persona molto saggia: " ..è stato endurance." Dopo anni trascorsi nell'addestramento e nella preparazione dei giovani cavalli, guardavo ormai l'endurance da lontano o dalla jeep dell'assistenza, quasi perdendo di vista la mia ambizione più grande, un sogno di bambina, una carriera sulla quale ho ancora tanto da lavorare. Ho rianimato il mio sogno, e devo ringraziare Pietro Moneta per avermi dato "possibilità" e non false speranze, ma soprattutto per avermi affidato uno dei suoi cavalli migliori, Ormianin, inarrestabile "gambe d'acciaio". " _ _ _ _ _ _ _ Valeria