Uniamoci per l'Endurance italiano

Il nostro bellissimo sport ha bisogno di comunicazione e di crescita  mediatica. Da professionista del settore dell’informazione (svolgo la professione di giornalista, anzitutto nel variopinto mondo della Pubblica amministrazione italiana), cari amici enduristi, vi dico che l’Endurance attrae; ma occorre spiegarlo. Parimenti alle discipline olimpiche dell’Equitazione, molte dell’Atletica leggera e il Calcio (sono esempi), anche l’Endurance ha un grande potenziale che, però (questo il nodo di fondo), non si esprime come dovrebbe. Perché? Qualche idea per cercare di scioglierlo: Dobbiamo andare d’accordo tra di noi, ecco la prima urgenza che  sarebbe utile affrontare per il bene dell’ Endurance italiano. No, dunque, alle chiacchiere, alle inutili baruffe e, soprattutto, alle azioni tese a dividere. L’ Endurance è di tutti, nessuno escluso. Questa verità non dimentichiamola mai: i cosiddetti “numeri” si materializzano se, e solo se,  gli appassionati di Endurance fanno salire il cavallo sul trailer e si recano  in qualsiasi campo di gara. Poco - per non dire nulla -  importa dove, per far cosa e con quale risultato. Impegnamoci ad essere i messaggeri delle positività dell’ Endurance, una buona pratica che sovente, purtroppo, rimane una mera intenzione; null’altro. Allarghiamo la base, in questo, per fortuna,  qualche segnale positivo c’è. L’ Endurance ha bisogno di tutti: oltre ogni differenza uniamoci  per un futuro prospero e sereno. Crediamoci, insieme. Filippo Caporossi