Un cavallo "finito" diventa "straordinario"

Di seguito il contributo di Martina Lui dedicato ad un cavallo che sembrava finito e invece... Con Fontanafredda finisce ufficialmente la stagione internazionale dell'endurance italiano. Con Fontanafredda si realizza un piccolo grande sogno per me e il mio gruppo. Far tornare a correre in una "lunga" il nostro Jaunty Air: trattasi di un cavallo arabo di origine francese nato nel 2002 e arrivato in Italia a 4 anni. Dopo un breve periodo nel bresciano lo acquista il mio amico Stefano che giocando tra una 30 e una 60 si trova in poco tempo ad esordire in una 120 km a Casorate Sempione. Qui il cavallo ,seppur ancora giovane dimostra grande talento concludendo la gara alla ragguardevole media di 15.60 con un incredulo Stefano in sella. Pensiamo che non sia male come esordio e, ottimisti come sempre, gli lasciamo un mesetto di vacanza....ma poi c'e' Torgnon e pensiamo che non sarebbe male. Lo iscriviamo. Da qui in poi un lungo, lunghissimo periodo nero. Il nostro Jaunty non solo fa eliminato per zoppia a 60 km ma, una volta tornato a casa, non sembra essere piu' lui. Non riusciamo piu' a vederlo dritto e nonostante l'impegno di veterinario e maniscalco non riusciamo a venirne a capo. Lo lasciamo a riposo un inverno intero e, con cautela a primavera lo rimettiamo in allenamento. Lo trattiamo da sorvegliato speciale e tutto sembra funzionare. Allora decidiamo per una 60 km di allenamento ma ancora una volta il cavallo ricomincia ad essere irregolare ... Zoppo ! [caption id="attachment_9088" align="aligncenter" width="560" caption="Martina Lui e mr. Jaunty Air"][/caption] Archiviamo la questione e Stefano decide che comunque il cavallo rimane in scuderia, non si puo' rinunciare ad un amico solo perchè "consumato". Jaunty inizia a fare il cavallo da passeggiata, è di buon carattere e quindi per Stefano diventa un compagno formidabile su ogni tipo di percorso e in qualunque situazione. Poi, un giorno, succede che in scuderia cambiano un po' di cose. Cambiano i collaboratori, cambiano le mentalita' ed è come se tutto subisse un reset in cui non so come rientra anche Jaunty. Lo iscriviamo alla prima 60 km dell'anno (siamo arrivati al 2011), lo monta Stefano ,terrorizzato all'idea che il problema torni inesorabile. E invece .... finisce, nessun problema! Ma, siccome con i cavalli non si puo' mai dire, il lunedi porta di nuovo uno scossone: Jaunty è di nuovo bruttino! Il nuovo team non si perde d'animo. Il veterinario propone di intervenire chirurgicamente. Passiamo ore a parlarne, a discutere, a litigare, a pensare se ne valga la pena ma ancora una volta il padrone di Jaunty ci dimostra che un "amico" non si abbandona neanche se le speranze sono poche. Stefano decide ... lo fa operare dal bravissimo dott. Giorgio Strozzi. Il frammento che trova nel nodello non è poi cosi' piccolo come sembrava e forse giustifica tutto quel fastidio. Lasciamo passare la convalescenza e si ricomincia. Nel frattempo Stefano mi affida totalmente l'allenamento del cavallo concedendomi una fiducia che, se da una parte mi riempiva d'orgoglio, dall'altra mi responsalizzava enormemente. Jaunty sembra star bene ma resta l'incognita gara. Impegnata nel dimostrare a me stessa e agli altri che non mi stavo sbagliando, in modo del tutto superficiale decido di portarlo alla 90 fei di Torgnon. Il cavallo rimane "dritto" ma a 60km capisco di aver sbagliato. Jaunty non è pronto e ad ogni chilometro diventa sempre piu' svogliato. Chiedo a Stefano di ritirarlo e lui non fa una piega sempre nell'interesse del suo amico a 4 gambe. Confesso di esserci rimasta male , ho sbagliato senza mezzi termini e l'unica cosa positiva è la consapevolezza che fino a 60km il cavallo rimane dritto. Mi rimetto a lavorarci ,cerco di capirlo meglio perchè lui è molto diverso dai miei cavalli, molto meno arabo, meno sanguigno, piu' gestibile in un senso ma per me incomprensibile nella sua freddezza. Jaunty prende condizione e decidiamo di portarlo alla gara di Novi Ligure per una 90 km. Fila tutto liscio, adesso lo capisco meglio e lui inizia a capire me! Che bella sensazione ! E invece arriva inesorabile la visita finale e una eliminazione per zoppia! Questa volta accusiamo tutti il colpo compreso Andrea ,che nel frattempo è diventato il maniscalco ufficiale di Jaunty e che fino ad ora ci aveva creduto senza dubbi. [caption id="attachment_9089" align="alignright" width="392" caption="Stefano Marelli e Jaunti Air"][/caption] Lasciamo passare il tempo e, come spesso accade ci si dimentica delle delusioni. Riprendo ad allenarlo e inizio a portarlo a tutte le gare vicine a casa. Sostanzialmente lo porto a fare delle 30 km e gara dopo gara, allenamento dopo allenamento sta sempre meglio. Iniziamo ad essere un binomio e Jaunty inizia a capire che il male è finito. Inizia a muoversi diversamente e mi rendo conto che, nonostante il tempo passato dall'intervento il cavallo aveva nella testa quel fastidio che per chissa' quanto tempo l'aveva tormentato e adesso se l'era veramente dimenticato! Decidiamo di portarlo a Vittorio Veneto per la 90 Fei. Il percorso è duro e assolutamente non adatto a Jaunty che ama le lunghe galoppate in pianura. Con cautela infinita ci approcciamo al percorso in punta di piedi. Giro dopo giro tutto procede per il meglio fino all'ok della visita finale! Che grande soddisfazione! Torniamo a casa felici ma nessuno di noi si sbilancia. Troppe volte l'ottimismo ci ha ingannati! Dopo un breve periodo di riposo ricomincio l'allenamento. Il calendario italiano non ci concede grandi possibilita' e tutti insieme decidiamo di provare ad andare a Rambouillet per la 130 km. Sicuramente un azzardo ma in fondo "Chi non risica non rosica". Tutto procede per il meglio: l'ultimo controllo veterinario ci dice che Jaunty sta bene, qualche giorno prima della prevista partenza Andrea e Fabrizio (che nel frattempo si è unito a noi come maniscalco insieme ad Andrea) lo ferrano e io e Stefano prepariamo "armi e bagagli". La sera prima della partenza tutto è prontissimo :trailer,documenti e cavallo. Ci troviamo tutti insieme per accordarci sulla partenza e, sempre tutti insieme facciamo fare l'ultimo trotto a Jaunty prima di mettergli le fasce per il trasporto. Come un fulmine a ciel sereno Jaunty parte al trotto zoppo ! Che disastro! Quanto lavoro, quanto tempo, quante speranze, tutto in fumo! Quello che è chiaro a tutti è che non si puo' partire.... Io non ho neanche la forza di chiamare il veterinario. Andrea sembra essere l'unico a non perdersi d'animo. Toglie due chiodi agli anteriori di Jaunty ed è convinto che il problema sia tutto li'. La trasferta è saltata ma il pensiero possa essere un errore umano e non il riaffiorare del problema articolare ci da nuovo umore. Come previsto in 3o4 giorni il cavallo torna perfetto! E adesso...? Adesso si va a Torgnon a fare la 70+70 . Gara sicuramente non favorevole al nostro delicato cavallo ma che ci darebbe la certezza di un nuovo inizio. Quasi senza respirare trascorrono i due giorni di gara e in men che non si dica siamo all'arrivo....Finita! Bravo Jaunty! Si torna a casa pieni di ottimismo, lo alleno con entusiasmo e non gli risparmio piu' ne' gli allenamenti lunghi ne' gli allenamenti veloci. Jaunty è finalmente tornato quello che era, magari un po' piu' fragile e sicuramente un po' prevenuto sui minimi fastidi ma in grado di affrontare la fatica che l'endurance prevede. Come da programma lo portiamo a Sacile. La gara potrebbe essere adatta e io non ho paura di sbagliarmi perchè adesso lo conosco. Sono consapevole che il terreno pesante lo potrebbe infastidire ma decido di fidarmi. Parto con il gruppetto di testa e cancello dopo cancello mi convinco che la velocita' è nelle sue gambe e nel suo cuore ma ancora non siamo cosi' perfetti e l'ultimo giro mi tradisce. Siamo costretti a non prendere rischi (ma questa volta non per i suoi problemi articolari) e a rallentare vistosamente ma non ci importa perchè la visita finale la passiamo senza problemi e perchè siamo coscienti che un altro passo è stato fatto nella direzione giusta. Jaunty Air, il cavallo finito a 8 anni e risorto a 12, un cavallo normale che diventa straordinario, un cavallo normale che rende il nostro lavoro straordinario. Non dimentichero' mai chi mi diceva di lasciar perdere perchè loro non potranno mai sapere cosa si prova ad accompagnare un cavallo nella sua rivincita. A volte non è necessario allenare un fenomeno per essere felici, a volte basta superare il limite per aver vinto, a volte basta essere un binomio per sentirsi avanti a tutti. Dovrei ringraziare troppa gente responsabile per questo piccolo grande successo ma mi basta ringraziarne una perchè una sola persona è artefice di tutto questo. Grazie per averci creduto Stefano. Martina Lui