Scompare una persona speciale e un grande uomo di cavalli

Ieri ci ha lasciato Alfonso Giovannangelo, classe 1944. Il referente Endurance Abruzzo Angelo Di Benedetto ha riferito a Sportendurance la triste notizia chiedendo di dedicare due righe al noto cavaliere. Immediatamente arriva la toccante dedica che riprendiamo, redatta dal suo amico giornalista ed amante dell'endurance, Luca Maggitti che apre il suo ricordo in questa maniera: "Me lo ha comunicato Paolo Torlontano, che c’era quando incontrai per la prima volta Alfonso, in Puglia, nel 1992". I funerali si terranno Sabato a Pescara, chiesa di San Cetteo (cattedrale - vicino corso Manthonè - zona Porta Nuova) alle ore 10.30. Ciao Alfonso - di Luca Maggitti "Alfonso, grandissimo fumatore (“di sigarette degli altri”, come amava ripetere), astemio e consumatore industriale di acqua frizzante (“la più gassata che avete”, era la sua richiesta), aveva la magrezza e la barba del profeta, unite ad una voce talmente rauca da essere un vero e proprio ruggito della coscienza. Soprattutto quando parlava di cavalli e regolamenti, tecniche di allenamento e strategie di gara. Sentirlo prima, ascoltarlo poi, infine comprenderlo era una esperienza formativa, facendosi accompagnare da quel moto perpetuo delle sue braccia e delle sue mani, che tutto pesavano e misuravano. Braccia che si aprivano per diffondere nozioni, mani che in combutta agivano da mannaia quando un concetto doveva essere rinforzato. Occhi vivissimi e sorriso pronto, intellettuale mai domo e pronto a “suonare come Gino Bartali”, quando – con furore iconoclastico – si scagliava contro i sepolcri imbiancati del potere equestre (fisino o antino, poco cambiava), al motto di: “Gli è tutto sbagliato, tutto da rifare”. Alfonso Giovannangelo ha avuto la forza di cavalcare sempre in direzione ostinata e contraria – per dirla con Fabrizio De André – e questo gli ha provocato alcune antipatie, soprattutto fra i potenti. Ma non c’era lotta: parlare con Alfonso era molto più formativo e divertente che parlare con qualche trombone, che snocciolava a memoria teorie prive di amore su come far rendere un cavallo. Alfonso è stato un essere umano speciale sotto tanti punti di vista, oltre che un grande uomo di cavalli. Oggi si direbbe: “uno che era avanti”. Io preferisco dire che ha sempre galoppato in “assetto leggero”, fedele al “Sistema di equitazione naturale” del capitano Federico Caprilli. Tecnico Federale di 3° livello FISE (Federazione Italiana Sport Equestri), Guida ANTE (Associazione Nazionale Turismo Equestre), Alfonso Giovannangelo viveva a Città Sant’Angelo (PE), dove aveva fondato l’Associazione Sportiva Tropea per gli Sport Equestri, affiliata FISE dal 1981. Nel 1988 è stato Cavaliere della Nazionale Italiana di Endurance, ai Campionati Mondiali disputati negli Stati Uniti d’America, classificandosi al 9° posto. Nel 1988 si è classificato al 2° posto, al Campionato Italiano di Endurance di Ovada. Nel 1989 ha disputato i Campionati Europei di Luriano (Italia). In qualità di Tecnico e preparatore delle amazzoni e dei cavalieri tesserati con l’Associazione Sportiva Tropea per gli Sport Equestri, ha ottenuto risultati di rilievo nelle specialità olimpiche e F.E.I. (Federazione Equestre Internazionale) regionali, nazionali (Dressage, Salto Ostacoli, Concorso Completo di Equitazione) e internazionali (T.R.E.C.). Fra i tanti binomi portati al successo, ricordo Paolo Torlontano, Campione Europeo di T.R.E.C. nel 1993. Alfonso ha pubblicato varie dispense sulla tecnica equestre e sulla etologia del cavallo ed è stato docente nei corsi professionali FISE organizzati dal Comitato Regionale Abruzzo. Personalmente, devo ad Alfonso Giovannangelo la scrittura del mio primo libro: “Abruzzo - Guida guida al trekking equestre”. Era il 1996 e l’Editore CARSA cercò lui, che invece volle che fossi io a coordinare e scrivere. Alfonso diede un mano fondamentale, ma volle restare un passo indietro, come spesso gli capitava quando i suoi atleti vincevano le competizioni equestri e lui sorrideva, fumando sornione, compiacendosi per i suoi giovani e non avendo bisogno di elogi o applausi. Oltre al libro, ho fatto tante cose con Alfonso, sempre in ambito equestre. Un ricordo per tutti: l’organizzazione dell’Equiraduno Nazionale ANTE 1996 a Sulmona (che portò alla realizzazione del libro). Conservo, fra le cose care di casa mia, una pietra che mi regalò, con scolpite la dedica: “A Luca, per tutto” e la firma “A.S. TROPEA 1981-2001”. Solo un uomo verticale e originale come Alfonso poteva pensare a un pezzo di pietra scolpito, al posto di una normale targa in metallo. E, in merito a quella pietra, adesso va fatta giustizia. Sono io che lo ringrazio. Per tutto. Voglio ricordarlo Maestro di equitazione a terra, a Roseto degli Abruzzi, mentre io cavalco la mia Ustica e lui mi spiega che il cavallo si conduce con il polpaccio e che la redine va sostenuta delicatamente. Voglio ricordarlo così, mentre mi sorride compiaciuto perché – qualche giro dopo – ho imparato la lezione e Ustica galoppa leggera ed elegante, nonostante il cavaliere. Ciao Alfonso, amico mio. Le cose della vita non ci hanno permesso di pubblicare il tuo “Il cavallo democratico” e questo è per me un grande dolore. Spero di avere la forza di farlo in futuro, per onorare la tua memoria. Ovunque tu sia, spero ci siano cavalli e cavalieri a movimentarti l’eterno".