Sacile: "Serenissima e freddissima"

In attesa di ricevere le fotografie della gara di Sacile, di seguito pubblichiamo un piacevole contributo di un’amazzone/lettrice che ringraziamo. A cura di - Valeria Caico - La sveglia è suonata presto anche domenica scorsa per gli amanti dell'endurance italiano, aver portato le lancette dell'orologio indietro di un'ora non toglie il diritto di sbadigliare ai numerosi assistenti che, già alle cinque del mattino, passeggiano i cavalli riscaldandoli per l'imminente partenza della categoria CEI 2*. Le temperature sono basse e gli esperti meteo promettono un ulteriore calo in giornata, tutti i team comunque sono attrezzati e preparati agli eventi atmosferici avversi. La partenza della 120 km viene posticipata di dieci minuti a causa di un'ambulanza ritardataria: i cavalli sono elettrici e spilli di pioggia ghiacciata rinvigoriscono questo scalpitare, attendono impazienti che il cavaliere, avvicinando le gambe e allentando la tensione sulle redini, li lasci correre. 6:10 AM Il conto alla rovescia è fatto; i cavalli sfilano veloci davanti agli occhi di un pubblico confuso dalle tenebre, solo un binomio non segue il gruppo ma, al contrario, con una serie di piroette e retromarce, scappa all'indietro opponendosi al comando di avanzare: è quello composto da Ionx e Daniel Braido, che vedremo vincitori a fine giornata! Fuggi fuggi generale; le assistenze corrono verso le macchine, si chiamano a gran voce intimandosi di fare presto. Il solito delirio. Il primo punto assistenza dista circa 12 km dal campo gara mentre i concorrenti affrontano i primi 5 km! Consapevoli di non riuscire nell'impresa, apriamo il road book del giro rosso ed azzeriamo il contachilometri: inizia la lunga marcia delle jeep. Mentre procediamo sulla strada, guardo fuori dal finestrino e vedo lo spettacolo meraviglioso di quelle trentasette luci silenziose che si susseguono in lontananza su chissà quale sterrato.. Sono persone, sono animali o semplicemente la cosa più bella che c'è? Mi ha scaldato il cuore il pensiero che l'endurance può illuminare ed affascinare tutti gli scenari del mondo. Temperatura esterna al veicolo: 7°C. Il gruppo di testa viaggia sopra i 18 km/h e, come avevamo immaginato, manchiamo di un soffio il nostro cavaliere! "Il gioco dell'oca": Eccoci percorrere la strada a ritroso, siamo pedine impazzite, facciamo rally, parcheggiamo in modi impossibili, sollevamento pesi e jogging, siamo "crew" al secondo e terzo punto assistenza. Sorge il sole e i nostri sorrisi diventano finalmente visibili, mantelle e cerate di tutti i colori si mescolano e si chiacchera in attesa del passaggio dei cavalli: <<Di qua passeranno due volte?>> , <<Da che parte arrivano?>>, domande e risposte che si interrompono al grido <<Arrivano!>>. Inizia a piovere e il freddo congela le mani: i cavalieri preferiscono non bagnare e i cavalli non bevono, così torniamo al campo gara con le taniche piene. I rientri sono velocissimi e ai box le mangiatoie vengono spazzolate. Dopo il successivo giro blu il numero delle eliminazioni aumenta in modo vertiginoso, e sfortunatamente anche la nostra auto resterà posteggiata. I cavalieri, stremati dal freddo si consolano con un bicchiere di thè caldo, raccontano le difficoltà affrontate sul percorso: mantenere un’andatura costante risulta complicato ed il terreno è sempre più pesante ed insidioso. Non ci si perde d’animo neanche quando tutt’intorno le montagne iniziano a coprirsi di neve; gli assistenti si muovono veloci, sembrano fantasmi in k-way, c’è ancora chi prova ad evitare il fango mentre altri, rassegnati, saltano nel prato impastato trascinando selle e finimenti nell’area FEI. Terzo giro. Alcuni trailer recuperano i binomi che, per problemi di diversa natura, si ritirano a metà anello e sono tante le mascalcie che battono sulle incudini quei ferri strappati dalla melma. Circa il 50% degli iscritti ripartirà per l’ultimo giro: la classifica, salvo imprevisti, sembra già stilata ma, con enorme stupore vedo tagliare il traguardo per primo a Ionx, quel cavallino cocciuto che 8 ore prima non voleva saperne di partire! Il cavaliere, Daniel Braido, rimane all’esterno del vet gate, è in lacrime ancor prima di scoprire l’esito della visita finale: osserva il veterinario rilevare i parametri, l’ultimo faticoso trotto in una corsia devastata dal maltempo e dalle molteplici battute. La commissione vota “Si” e Daniel salta dentro travolgendo tutti con un abbraccio ed un pianto liberatorio! Complimenti Daniel per averci creduto così tanto, per aver dato a Ionx la forza e la determinazione necessarie per concludere al meglio una gara così dura. Complimenti a tutti i cavalieri che, battendo i denti, si sono qualificati, a chi non ce l’ha fatta ma c’ha comunque provato, a tutti i cavalli coraggiosi, ai team che non hanno mai mollato e allo staff che ha tenuto duro fino alla fine della manifestazione. “C’erano tanti cuori che rincorrevano sogni a Sacile, e forse uno è stato afferrato, Daniel.”