Matteo ed il sogno sfiorato o, semplicemente rimandato

Pubblichiamo la lettera appassionata di Massimo, papà di Matteo Tentarelli che come tutti i genitori che seguono ed assistono il proprio figlio in gara, vivono a 360° le ansie e le emozioni che soltanto la disciplina dell’endurance può e sa regalare. Matteo è un cavaliere YR 18enne tesserato con la Bosana Asd ce nell’occasione montava Olivo proveniente dallo stesso allevamento; pensate era il più anziano in squadra dell’Emilia Romagna! _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ “Sono le 7 del mattino quando parte la 90 km a Città di Castello; sui volti dei cavalieri non c’è più posto per emozioni, i giochi sono fatti ognuno ha dentro di sè tutte le strategie, calcoli e sa cosa fare. Ora la palla passa agli assistenti, già noi assistenti, noi che facciamo il lavoro dietro le quinte e che sempre siamo lì sotto il sole a picco o la pioggia battente col freddo o col sudore; noi siamo lì a gioire o a strapparci i capelli ed è stato così anche questa volta. 80 km di gioia, di consapevolezza che tutti i tuoi sforzi stanno per ricevere il meritato riconoscimento invece, ad un tratto, ti crolla tutto con una telefonata che ti spegne il sorriso e tutto ciò che hai fatto fino a quel momento vola via! Non c’è tempo per recriminare, bisogna correre…. Proprio come successo a me oggi: mio figlio Matteo Tentarelli è partito alle 7.00 con tutto il plotone formato da 46 binomi, Alla prima assistenza era ancora imbottigliato ma alla seconda transitava alle spalle del forte cavaliere laziale che poi sarebbe diventato il suo compagno di fuga per due giri, il primo di 33 km ed il secondo di 27. Sul traguardo della prima fase i due arrivavano ad avere una manciata di minuti di vantaggio con una media che superava i 20 km h. Primo cancello OK per Tentarelli mentre l’altro costretto al riesame. [caption id="attachment_5833" align="alignleft" width="461" caption="Matteo in foto di repertorio"][/caption] Si riparte per il giro blu quello in salita, il vantaggio cresce km dopo km fino a raggiungere i 20 minuti grazie a un media di 21 km h. del duo di testa che si presenta assieme al 2°cancello. Ancora una volta tutto OK per Tentarelli, stop (zoppia) il secondo. Si riparte, il giro rosso lo conosciamo ed il cavallo sta bene, solo 33 km ci separano dalla vittoria; crescono gioie, emozioni, pensieri positivi. Alla 1° assistenza tutto regolare, vantaggio leggermente sceso ma fisiologico. 2° assistenza liscia come l’olio e alla 3° succede quello che non ti aspetti; 10 km tra te e la vittoria, questo ho detto a mio figlio oltre ad amministrare e rallentare; “scendi a 14/15 orari e ce la farai” - ho urlato lui. Non vi nascondo che quando sono salito in macchina per rientrare ero felice e presuntuosamente convinto di aver già la vittoria in pugno sapendo anche che Vito Grippo ed Elena Mariotti, i primi inseguitori, erano a 18 minuti; un abisso. In un istante tutto cambia; il telefono squilla, Oddio!. “Papà, ho perso un ferro bisogna fare presto”. Fuga verso mio figlio e ferro nuovo in perfetta posizione ma per OLIVO DELLA BOSANA sono passati 10 interminabili minuti. Il rischio di un risentimento muscolare è grande dopo aver galoppato non si sa per quanto tempo senza un ferro; si riparte con un ansia addosso indescrivibile. Gli altri sono a meno di un minuto ed appreso della sventura di Matteo premono sull’acceleratore. Ad 1 km dalla fine il fantastico OLIVO si arrende sul traguardo, 1° Grippo, 2° Mariotti, 3°Tentarelli e poi la beffa finale. Grippo passa indenne la visita finale la Mariotti e Tentarelli vengono eliminati dunque salgono sul podio Stefania Faccia ed Alice Misino. Questo è l’endurance, fino alla fine non si può mai dire nulla, le insidie sono sempre dietro l’angolo ma anche questa è esperienza. Complimenti al podio e grazie a tutti coloro che ci hanno incoraggiato e sostenuto applaudendo mio figlio”. Massimo Tentarelli