La prima 160 di Rovo della Bosana

Pubblichiamo con estremo piacere la lettera che Pier Federico Fileni ci ha inviato dopo la sua prima e brillante esperienza con Rovo della Bosana in una CEI3*. Fileni ha voluto dedicare la sua prestazione a Susanna, la bimba di Angela e Niccolò nata pochi giorni prima della gara! _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ “Ho scelto di scrivere queste righe per ringraziare tutti i miei compagni di avventura ma soprattutto per tributare il mio cavallo. [caption id="attachment_5827" align="alignleft" width="258" caption="Con Luca in visita"][/caption] Quest’anno abbiamo cominciato presto ad allenarci e gareggiare per cercare di arrivare a disputare una cei*** nella seconda metà della stagione. Una 90 fei a febbraio, la 120 a Vittorito finendo al terzo posto (grazie alle numerose eliminazioni di chi mi ha preceduto) e poi la gara del Garda dove proprio sulla 120 km ci siamo confrontati con alcuni dei cavalli più forti al mondo. Anche in quel caso abbiamo avuto l’occasione di farci valere, riuscendo a reggere le velocità dei cavalli e cavalieri UAE (gestiti al meglio da Juma) ma è stato impossibile competere sui tempi di ingresso in visita: almeno una mezz’ora di differenza nei rientri totali! Avute le necessarie conferme, dopo un po’ di meritato riposo, abbiamo ripreso gli allenamenti, li abbiamo intensificati e ci siamo preparati al meglio per il campionato italiano. Ho cercato (e in parte ci sono riuscito) al fine di gravare meno sulla schiena di Rovo e per non dare neanche un kg di vantaggio agli avversari. Ad ogni modo, tutto pronto per la gara e finalmente si parte. Allo start mi metto subito con i primi per non rimanere imbottigliato nel gruppo ma soprattutto per non rischiare di essere colpito involontariamente da qualche cavallo agitato … non si vede niente, l’asfalto è illuminato dalle scintille dei cavalli più indomiti ma per quasi un’ora è davvero difficile vedere il terreno. Il gruppo di testa procede ad andatura sostenuta ma non troppo ma tutto il resto dei concorrenti segue a breve distanza e quando la visuale è ampia, sui lunghi rettilinei, sembra di essere ad una fiaccolata. Dopo il primo cancello decido di procedere con le mie andature indipendentemente dagli avversari e in realtà continuo a farlo per tutta la gara. [caption id="attachment_5828" align="alignleft" width="306" caption="In discesa alla ricerca di un po' di attrito!"][/caption] Gli anelli e i km vengono percorsi e Rovo non ne risente nè dal punto di vista metabolico né da quello “psicologico”, è come se la progressione senza strappi alle nostre andature preferite gli risultasse uno sforzo esclusivamente aerobico. Ad ogni sosta tanti compagni di squadra si prendono cura di lui e lui continua a mangiare in maniera famelica … credo che alla fine della gara abbia perso pochi etti! Finalmente arriva il primo anello blu da percorrere e siccome non l’avevo mai percorso sono preoccupato di potermi perdere ma è impossibile perché è segnalato benissimo, è completamente pianeggiante e filante … in un’ora siamo di nuovo al cancello veterinario. Dopo altri 30 km finalmente il giro finale, gli ultimi 20 km pianeggianti che vorrei percorrere a velocità sostenuta perché Rovo ha ancora tante energie. Prima di me partono parecchi concorrenti ma sono sicuro di riprenderli e magari anche di staccarli … ma al momento di partire, all’improvviso, l’arco gonfiabile del traguardo si affloscia e tutti i monitor per le ripartenze si spengono, forse a causa della corrente che è saltata. Vorrei ripartire ma nessuno mi può dire quando e intanto i miei avversari non sono già più visibili. [caption id="attachment_5830" align="alignleft" width="219" caption="E' fatta!"][/caption] Alla mia apprensione si contrappone la calma e il senso di responsabilità del giudice (possiamo fare il suo nome: Antonio Zaia, che decide di farmi partire controllando il tempo dall’adesivo che ovviamente non ho con me ma è rimasto ai box … per farla breve, per ovviare a 1 o 2 minuti di ritardo che mi sono serviti per recuperare l’adesivo decido di ripartire “a tuono” anche perché tutti i miei compagni di squadra e gli amici sono ad assistere alla ripartenza: Rovo è un missile, solleva zolle di terra e si lancia sul percorso senza alcuna indecisione … qualcuno è divertito ma qualcuno che l’ha visto nascere e l’ha allevato si commuove. L’ultimo giro procede al meglio ed è una vera soddisfazione poter concludere in progressione … ancor di più se penso che per Rovo è la prima esperienza in 160 km. [caption id="attachment_5829" align="alignright" width="336" caption="La gioia in visita finale"][/caption] Ora vorrei approfittare di Sportendurance per qualche ringraziamento sia a tutti quelli che mi hanno fatto assistenza in questa gara (Rebecca, Valeria, Luca) sia a tutti quelli che si prendono cura del mio cavallo quotidianamente. In primo luogo vorrei ringraziare Niccolò Sirtori e il suo amico Carlo per essersi presi cura di Rovo anche nei momenti più difficili, vorrei ringraziare Diego Fumagalli non solo per la professionalità nella mascalcia (in oltre 550 km di gare non ho mai perso un solo ferro) ma per gli allenamenti, le gare fatte insieme e l’amicizia, Gino Origgi per la sua sincerità, il suo cuore e per quell’impagabile senso di protezione che riesce a dare a tutti i suoi cavalli (che ne riconoscono la voce) e a tutti i suoi cavalieri, tutti i miei giovanissimi ma espertissimi amici e compagni di squadra (Luca, Rebecca, Alice, Daniele, Beatrice…), a Diana Origgi che considero la mia maestra (più contenta per il mio quinto posto che per il suo terzo) e soprattutto a Elisabetta, mia moglie, senza la quale queste meravigliose avventure non sarebbero possibili, perché sono più spesso io a inseguire lei che lei a inseguire me (oltre che ad avere fatto diventare Rovo il cavallo che è oggi)”. P.F. Fileni