Esperienza indiana per due atleti azzurri

In sella ai cavalli con le orecchie a scimitarra - L’Associazione Equestre del Rajasthan e la Società dei Cavalli Indigeni dell’India (IHSI) hanno organizzato dal 7 al 13 scorso la Gara Internazionale di Endurance (FEI 81 km. Qualifier) e il Concorso Ippico di Cavalli Indigeni che si svolgeranno dal 7 al 13 dicembre a Dundlod nel Rajasthan, India.
In passato l’IHSI ha già organizzato delle gare d’endurance a inviti, ma questa è la prima gara FEI mai svolta in India ed è stato un onore per gli organizzatori ospitare squadre e persone dall’estero.
E' stata offerta ai cavalieri indiani un’opportunità di qualificarsi e gareggiare all’estero come rappresentanti della loro terra natia.
Anche l'Italia era rappresentata in gara con due binomi, trattasi di Gabriele Felappi e Carmine Villani, entrambi in sella a due bellissimi esemplari di cavalli Marwari, i cavalli dalle orecchie a punta.
I due cavalieri tesserati con l'ASD Amici dell'Endurance che in questo momento stanno rientrando via Dubai, portano a casa un'esperienza davvero indimenticabile anche se la loro performance sportiva non è stata fortunata;
Felappi si è ritirato al secondo cancello mentre Villani si è arreso al responso finale per una zoppia.
Aldilà del mero risultato sportivo c'è da sottolineare quanto l'endurance e la passione per il cavallo possa condurre tutti in paesi così lontani, ricchi di fascino, di cultura e di storia.
Siamo certi che i due italiani porteranno per sempre nel loro cuore l'esperienza vissuta a contatto con il gentile popolo indiano.
Gran Bretagna, Francia, Sri Lanka, India, Stati Uniti e Malesia hanno presentato la loro squadra al via, mentre altri paesi hanno portato in start line rappresentati individuali.
Curiosità: la corsa è stata trasmessa in diretta alla Fiera dei Cavalli a Parigi data la contemporaneità degli eventi.
Nei prossimi giorni i commenti dei protagonisti.
I Cavalli Marwari
Allevati e selezionati per sopravvivere lunghe ore sotto il sole cocente del deserto, i Marwari sono abituati a resistere alla fame e alla sete. I cavalli Marwari usati dall’IHSI sono addestrati e preparati nel brullo terreno del deserto del Thar, una delle regioni più inospitali dell’Indo-pacifico con temperature che vanno da zero a più 50°C. Questo è il banco di prova dove i magnifici stalloni e giumente hanno guadagnato la loro fama. La grande resistenza dei cavalli e la grazie dei loro passi potenti ha ripetutamente dimostrato che sia i Marwari che i Kathiawari non sono secondi a nessun’altro cavallo in questa dura disciplina. Contraddistinti da una morfologia unica al mondo che denota un taglio d’orecchie del tutto anomalo ma quanto mai affascinanti (a forma di scimitarra e capacità di una totale retrorotazione) sono dotati inoltre di struttura morfologica, diametri ed angoli articolari tipici di una cavallo a piena attitudine sportiva a cui si aggiunge un valore metabolico di grande pregio. In relazione alla loro provata frugalità c’è motivo di pensare che il cavallo può trovare adattamento in qualsiasi parte del mondo continuando a manifestare le positive impressioni rilevate in loco.
marwari2In sella ai cavalli con le orecchie a scimitarra - L’Associazione Equestre del Rajasthan e la Società dei Cavalli Indigeni dell’India (IHSI) hanno organizzato dal 7 al 13 scorso la Gara Internazionale di Endurance (FEI 81 km. Qualifier) e il Concorso Ippico di Cavalli Indigeni che si svolgeranno dal 7 al 13 dicembre a Dundlod nel Rajasthan, India. In passato l’IHSI ha già organizzato delle gare d’endurance a inviti, ma questa è la prima gara FEI mai svolta in India ed è stato un onore per gli organizzatori ospitare squadre e persone dall’estero. E' stata offerta ai cavalieri indiani un’opportunità di qualificarsi e gareggiare all’estero come rappresentanti della loro terra natia. Anche l'Italia era rappresentata in gara con due binomi, trattasi di Gabriele Felappi e Carmine Villani, entrambi in sella a due bellissimi esemplari di cavalli Marwari, i cavalli dalle orecchie a punta. I due cavalieri tesserati con l'ASD Amici dell'Endurance che in questo momento stanno rientrando via Dubai, portano a casa un'esperienza davvero indimenticabile anche se la loro performance sportiva non è stata fortunata; Felappi si è ritirato al secondo cancello mentre Villani si è arreso al responso finale per una zoppia. Aldilà del mero risultato sportivo c'è da sottolineare quanto l'endurance e la passione per il cavallo possa condurre tutti in paesi così lontani, ricchi di fascino, di cultura e di storia. Siamo certi che i due italiani porteranno per sempre nel loro cuore l'esperienza vissuta a contatto con il gentile popolo indiano. Gran Bretagna, Francia, Sri Lanka, India, Stati Uniti e Malesia hanno presentato la loro squadra al via, mentre altri paesi hanno portato in start line rappresentati individuali. Curiosità: la corsa è stata trasmessa in diretta alla Fiera dei Cavalli a Parigi data la contemporaneità degli eventi. Nei prossimi giorni i commenti dei protagonisti. I Cavalli Marwari recchie Allevati e selezionati per sopravvivere lunghe ore sotto il sole cocente del deserto, i Marwari sono abituati a resistere alla fame e alla sete. I cavalli Marwari usati dall’IHSI sono addestrati e preparati nel brullo terreno del deserto del Thar, una delle regioni più inospitali dell’Indo-pacifico con temperature che vanno da zero a più 50°C. Questo è il banco di prova dove i magnifici stalloni e giumente hanno guadagnato la loro fama. La grande resistenza dei cavalli e la grazie dei loro passi potenti ha ripetutamente dimostrato che sia i Marwari che i Kathiawari non sono secondi a nessun’altro cavallo in questa dura disciplina. Contraddistinti da una morfologia unica al mondo che denota un taglio d’orecchie del tutto anomalo ma quanto mai affascinanti (a forma di scimitarra e capacità di una totale retrorotazione) sono dotati inoltre di struttura morfologica, diametri ed angoli articolari tipici di una cavallo a piena attitudine sportiva a cui si aggiunge un valore metabolico di grande pregio. In relazione alla loro provata frugalità c’è motivo di pensare che il cavallo può trovare adattamento in qualsiasi parte del mondo continuando a manifestare le positive impressioni rilevate in loco. S.E.