Città della Pieve, considerazioni

I ringraziamenti più grandi sicuramente devono essere indirizzati a quel bell’uomo del sign. “Tempo”, bel tempo, il quale ha regalato a partecipanti ed organizzatori, tre giorni davvero inaspettati, freddo di notte e primavera di giorno. Un lavoro immane per il Comitato Organizzatore chiamato ad un compito arduo se non impossibile, soddisfare tutti. Grande plauso gli va riconosciuto per l’accogliente benvenuto ai cavalieri con il “tutto esaurito” al briefing ed aperitivo augurale; ai microfoni, manovrati con maestria dall’esplosivo speaker Nico Belloni, un susseguirsi di in bocca al lupo da parte delle tante autorità locali presenti che non hanno esitato a promuovere a pieni voti la manifestazione equestre. Ottima l’ospitalità e la cortesia tipica delle genti del posto, sempre pronte ad offrire un sorriso ed un applauso al passaggio del binomio in gara. [caption id="attachment_6275" align="aligncenter" width="550" caption="Il Campione Italiano Andrea Iacchelli all'inseguimento dell'austriaca nel CEI2*"][/caption] Presenti tra gli altri, un Direttore Sportivo FISE, mr. David Holmes, davvero attento ed interessato al corretto svolgimento della gara; un direttore presente allo start sin dalle primissime luci dell’alba in entrambi i giorni di gara, davvero non si era mai visto. La sua cordialità e disponibilità ad ascoltare e confrontarsi con tutti, fa ben sperare per il futuro e paventato riassetto dell’endurance. Come in tutte le manifestazioni però, specialmente nella disciplina dell’endurance ove navigano animi irruenti e focosi, i pareri sull’organizzazione di questa gara sono stati diversi tra loro. Da una parte un Comitato Organizzatore che dopo vari rinvii e spostamenti di date subiti senza mai battere ciglio, (altri avrebbero rinunciato querelando il mondo) ha dovuto lavorare con quello che aveva a disposizione, ovvero una splendida location ma completamente nuova, mai saggiata prima, dall’altra i cavalieri, giustamente negli anni diventati sempre più esigenti e severi nei giudizi. Non sta a noi esprimere pareri, quello che possiamo asserire con certezza è che il C.O. ha lavorato davvero duramente al fine di presentare una manifestazione degna delle stellette di cui si fregiava centrando in pieno alcuni obiettivi e, fisiologicamente, mancandone altri. Quello che segue è frutto di ciò che abbiamo visto e delle testimonianze raccolte sul campo. Ovvio che a balzare agli occhi dei presenti siano soltanto i lati negativi, quelli che pesano di più dopo tanti km. e sacrifici affrontati per arrivare a Città della Pieve, quelli positivi invece sono spesso ritenuti scontati, i minimi salariali. Certamente esistono alcuni aspetti da migliorare, da tarare per le prossime edizioni. Il percorso di gara era quello classico delle colline della Val di Chiana, tratti galoppabili e subito salite, discese con curve repentine ecc. dunque, laddove preventivamente ben segnalato ed evidenziato da una mappa con perfetta ed annessa altimetria, assolutamente non recriminabile. Aree assistenze all’arrivo semplicemente da ingrandire, magari ricoprendo l’intera zona di materiale assorbente, trucioli, breccia, il tutto rigorosamente ben recintato. Mancava il controllo medie a metà percorso ma sembrerebbe un “problema rientrato” in quanto si utilizzava sistema con trasponder o diavoleria simile, (i vecchi buon cronometristi andranno in pensione ahinoi!). Partenze ed arrivi assolutamente da separare, magari spostando la perfetta area Vet e trotti al centro del terreno, ponendo, ove possibile, alla sua sinistra le partenze, alla sua destra gli arrivi o viceversa. [caption id="attachment_6276" align="aligncenter" width="550" caption="L'ampio ed ottimo terreno dell'area trotti"][/caption] Anche l’unica via di accesso al parterre di gara dovrebbe e potrebbe essere ricoperta da breccia onde evitare, vista la pendenza, smottamenti e pantani in caso di forti piogge. Il C.O. su questo argomento è stato chiaro dichiarando: “le previsioni meteo erano buone; se fossero state diverse avremmo provveduto con la breccia su tutta l’area come abbiamo fatto per i parcheggi e la strada che portava al ristorante e la segreteria. Non capisco perché dover investire su questa operazione quando il meteo prometteva sole, sarebbe stato davvero un dispendio economico inutile e chi organizza gare sa di cosa si parla”. Maggiore presenza di volontari e/o forze dell’ordine lungo il percorso, insomma piccoli ritocchi qua e là, accorgimenti assolutamente migliorabili, potrebbero far si che Città della Pieve diventi una classica dell’endurance italiano. Auspichiamo commenti alla manifestazione costruttivi e non sterili sentenze, consci di tutte le dinamiche e problematiche che spesso si celano dietro l’organizzazione di una gara, specialmente quando si parla di una location completamente nuova. Ringraziamo l’instancabile Mimmo Fratini per la disponibilità e per il coraggio dimostrato nel preparare una gara che fino alla fine sembrava dovesse saltare e non a causa sua ma della solita “malaprogrammazione”, pratica quest’anno aimè, ricorrente. Complimenti a tutti i binomi presenti... S.E.