Beatrice Milanesio: un esempio di grinta e maturità

Prima di dare la parola a Beatrice vogliamo sottolineare e riportare una frase della stessa considerando che ha soli 17 anni; consigliamo a tutti di stampare nella propria mente queste parole: "Siamo ultimi ma fa niente, chi ha fatto questa gara può capire. Arrivare in fondo è magnifico"! Si è corso recentemente il classico RAID spagnolo di 198 km. in due giorni di Santa Susanna, Barcelona, dove sono accorsi come ogni anno, binomi da tutta Europa. Non mancavano nomi importanti allo start a dare ancora maggiore risalto all'esperienza degli italiani che hanno deciso di provarci. Grandissima la prova della naturalizzata italiana Marion Gauthier su Mika de la Mole giunta al 4° posto dalla quale attendiamo il suo freschissimo ricordo di Barcelona; stessa cosa dicasi per i cavalieri fermati anzitempo. Di seguito riportiamo il racconto della giovanissima amazzone nata a Lecco e tesserata con l'A.S. Grillogare Beatrice Milanesio che, in sella ad Oural de Coudert, è riuscita a chiudere in 27ma posizione il durissimo raid. Sentiremo parlare di questo binomio in futuro visto il brillante curriculum cresciuto nel 2011. 2° al CEI2*JYR di Vittorio , 16 aprile 9° al CEI2* di Montechiarugolo, 14 maggio 4° al CEI2* in 2 gg di Torgnon, 10 luglio 27° al CEI3* 198 km. in 2 gg di Santa Susanna Parola a Bea "Barcellona è stata un'esperienza che sicuramente non dimenticheremo più, entusiasmante. L'emozione è alle stelle già il giorno delle visite e via a via aumenta sempre di più, fino alla partenza. Mi ritrovo lì, con il mio Oural, in mezzo a grandi cavalieri da tutta Europa e il battito del cuore impazzisce. "3,2,1, salida!" si parte! Conosco il mio cavallo e il primo giro è il più complicato da gestire, lui è entusiasta, ha voglia di correre, galoppare, ma abbiamo davanti 200 km, non possiamo stancarci subito. Il primo giro è forse il più facile tecnicamente anche se il più lungo, 42km. Mi guardo intorno e ammiro il fantastico paesaggio e la natura che ci sta intorno; arriviamo al primo cancello, in linea. Il secondo giro riporta alla location iniziale, 30 km circa, anch'esso molto bello ma purtroppo con il fondo leggermente rovinato dalle pioggie precedenti. Dopodichè il fatidico terzo giro, 26km ma sicuramente il più tecnico e duro, un continuo saliscendi con pendenze non indifferenti. Finalmente un po' di meritato riposo per cavalli e cavalieri. Le assistenze fanno comunque passeggiare i cavalli per evitare crampi e limitare il possibile acido lattico o vari problemi. Una notte di riposo e la mattina visite per ripartire. Oural sta molto bene e siamo pronti! purtroppo Bonotto e il suo bel cavallo che il primo giorno ci hanno fatto compagnia per molti chilometri non ripartono. Il primo giro Oural reagisce molto bene e arriva al primo cancello in forma, visita ok, siamo contenti! Si riparte. Il secondo giro cominciamo a sentire la stanchezza, però anche lì si arriva bene, il cavallo non ha problemi a ripartire per il terzo, ultimo e durissimo giro. Partiamo per il fatidico anello da soli e sento Oural che è come se mi dicesse: "ancora? quanti giri dobbiamo fare?"; dopotutto è la nostra prima CEI***. Lo conosco molto bene, ha un grandissimo cuore ma è altrettanto testardo! Dopo circa una decina di chilometri si è impuntato e voleva tornare indietro, probabilmente la paura che la gara non finisse più :) ma capita, ci facciamo circa 10 km a piedi, camminando sulle dure salite e correndo in discesa. Arriviamo all'ultimo chilometro, salgo in sella e si riparte al galoppo. Siamo ultimi il secondo giorno ma fa niente, chi l'ha fatta può capire già quanto arrivare in fondo sia magnifico! E' la nostra prima esperienza di questo tipo per entrambi e dobbiamo crescere, imparare sempre di più, è giovane anche lui. La soddisfazione più bella è stata entrare in visita e sentirsi fare i complimenti dai veterinari per la condizione del cavallo e il suo metabolico. Passato, ecco che cominciano le lacrime e la gioia anche della mia assistenza, un team fantastico! Voglio infatti ringraziare di cuore mio papà per l'assistenza e per avermi dato l'occasione di misurarmi in questa gara e poi Patrizia, Mariuccia e Marina che mi hanno sostenuto e aiutato molto in questo viaggio! E' un'esperienza che auguro a tutti un giorno di poter fare, perchè veramente si vedono grandi cavalieri e cavalli, e si può comprendere cos'è l'endurance, dove si certo se arrivi primo sei fortissimo, ma già arrivare in fondo è una grande vittoria, che ricompensa di tutte le fatiche!! Ma il mio ringraziamento più grande va a Oural, che per me è il cavallo migliore del mondo, ma soprattutto il mio angelo custode Ema, e la sua sorellina, che ho sentito sempre vicino durante tutta la gara e che pare abbia messo un paio di ali anche a me e Oural, per permetterci di volare con lui, GRAZIE!!" A cura di Martina Folco Zambelli Riproduzione vietata ai sensi dell' Art. 171 legge 633