Al ritorno dalla Tasmania

Abbiamo lasciato che Jacopo e Yari si riposassero dalla lunga trasferta australiana per dare loro il microfono e farci raccontare qualche sensazione. Edizione fortunata la 47ma della Tom Quilty visto il clima particolarmente favorevole; a sentire gli appassionati le edizioni in cui non e' piovuto si contano in una mano. Vediamo cosa ne pensano i due protagonisti, anzi tre, visto che un grande supporto è arrivato anche da Chiara Giacomello. [caption id="attachment_8191" align="alignleft" width="357" caption="Jacopo di Matteo"][/caption] Parola a Jacopo, vincitore della 160 km. pesi leggeri; a contribuire al peso "leggero" la super sella targata Sardegna, SETZI è stata super. Jacopo: gara fantastica per gli scenari, i percorsi che sembrano degli ippodromi e per la calma e la tranquillità che tutti i team hanno. Gara molto difficile tecnicamente parlando a causa della partenza di notte, del freddo (molto molto freddo), dei continui sali scendi, degli avversari preparati e dei moltissimi cavalli di altissimo livello; il mio Sammy ( Lockleigh Park Wildfire), cavallo di appena sei anni e mezzo, ne ha avuta di classe da vendere! Fantastici rientri e continua voglia di galoppare per tutti i 160 km . Super cavallo di cui sicuramente sentiremo parlare a livello mondiale. Vorrei ringraziare la mia assistente Katrina Miller, la famiglia Lockhart-Hill di cui fanno parte Bradly, Alison, Shannon Noel e Max i quali mi hanno permesso di vivere questa esperienza da sogno!! Yari: quasi 100 km nel buio.............da brivido. La natura prepotente che mi circondava durante la gara mi ha emozionato momento per momento fino all'alba, quando il panorama mozzafiato si e' impadronito dei miei occhi. Il mio cavallo e' stato eccezionale partendo secondo al secondo giro e tagliando il traguardo al 115 km terzo. Abbiamo girato a 20 all'ora per i primi due giri da 40 km ognuno senza mai perdere un passo. [caption id="attachment_8192" align="alignright" width="376" caption="Yari Perrotti"][/caption] Al 110 km il cavallo ha iniziato a dare segni di stanchezza ed ho rallentato un po' ma al cancello il trotto un po' lento ha fatto decidere i veterinari di stoppare il cavallo. Condivido comunque a pieno la strategia della scuderia che ci ha ospitato di aver fatto una gara in attacco, molto selettiva per loro (7 cavalli partiti, 2 arrivati) ottenendo però la vittoria con BC di Jacopo e il secondo posto di Bradley. Vincere vuol dire rischiare! Un saluto a tutti gli appassionati di endurance ed un consiglio se posso permettermi: girate il mondo e godetevi questo meraviglioso sport! Chiara: che dire.... In Australia non esiste assistenza sul percorso ma solo all' arrivo, quindi il mio compito in realtà è stato molto semplice. Restare svegli mentre Jacopo e Yari erano sul percorso è stata un impresa molto difficile (infatti non ci sono riuscita) principalmente perchè era notte e in secondo luogo perchè siccome ero circondata da persone che parlavano inglese (e io di inglese capisco ben poco) ho preferito rintanarmi nel camper dove il sonno è arrivato inevitabilmente. Posso semplicemente dire che da questa esperienza abbiamo imparato un po’ di inglese (I don' t understand, I don' t know, it' s ok), abbiamo capito che Yari fa finta di sapere l'inglese (scherzo), ma principalmente abbiamo sognato: aspettare l'arrivo di Jacopo è stata una delle emozioni più forti mai provate. Siccome non sapevamo nulla di come il cavallo procedeva sul percorso la tensione era alle stelle; quando ho visto il cavallo arrivare a un bel trotto con le orecchie dritte e Jacopo con un enorme sorriso stampato sulla faccia il mio cuore ha iniziato a battere all'impazzata e le mani a tremarmi. Ringrazio Jacopo per queste emozioni e per aver difeso e portato sul podio i colori italiani. Speriamo in un' altra esperienza in qualche altra parte del mondo l'anno prossimo. Un grande saluto a tutti gli appassionati: non smettete di sognare.