A Santa Susanna, i "valori dello sport"

Riceviamo e pubblichiamo. Dopo il lungo week end di Barcellona, conclusosi con l'inno nazionale italiano grazie alla vittoria del giovane Daniele Massobrio, sono arrivate varie e-mail tra le quali pubblichiamo quella che segue. Chi scrive è Paola Luigia Mariani e si accinge a farlo per raccontare un week end denso si emozioni vissuto con i suoi cari e la sua assistenza a Santa Susanna.Paola2 “La mia meravigliosa avventura inizia alle 5 del mattino di sabato quando la sveglia annunciava il grande giorno. Mentre la mia assistenza preparava il cavallo l'ansia e l'agitazione iniziavano a crescere in me; solamente mio marito riescì a tranquillizzarmi, si fa per dire, dicendomi: "hai solo 200 km. da affrontare, sii serena!!" Potete immaginare quanti pensieri e dubbi frullavano nella mia testa ma insomma, passata la fase acuta, si parte. Parto e affronto il primo giorno di gara finendo alla media 16 km/h ed in 22ma posizione; il responso del mio staff è positivo, il cavallo sta benissimo dunque pronto, dopo una notte tranquilla, per ripartire. Visita preliminare passata senza problemi ed arriva lo start. Sento che Safar du Pin è energico, ha voglia di andare ed è veramente rilassato, meglio del giorno prima. Senza spingerlo in maniera esagerata mi ritrovo nelle prime posizioni e, complici i giudizi tutti positivi della mia assistenza, decidiamo di spingere sull'acceleratore e provarci. Anche il secondo anello mi da ragione, veterinari compresi; la decisione è presa, vado, posso farcela. Purtroppo, come un macigno, arriva la smentita, il cavallo al km. 180 è in crisi, probabilmente di fame. Rallentiamo immediatamente e lasciamo che il cavallo mangi un po'. Il peggio sembra passato ma dopo una decina di km. tornano alcuni segnali negativi, la crisi non è passata. Mentre preoccupati decidiamo il da farsi la scoperta: a terra c'è una ragazza che era appena caduta rovinosamente da cavallo. Era spaventata, spaesata, per fortuna nulla di grave per il binomio. Arriva di corsa la mia assistenza che, dopo essersi sincerata dello stato di salute dell'amazzone e dopo circa un'ora dalla scoperta, decise di rimettere in sella la giovane. Mio marito e Vincenzo Gioia ci esortano ad andare avanti al passo e di terminare mano nella mano la dura gara.Paola3 Io ho chiuso al 29mo posto stanca ma felicissima, sia di essere stata utile alla "collega" che di aver visto Safar riprendersi dopo una bella scorpacciata di mangime e fieno. E' stata un'emozione indescrivibile; all'arrivo ad accoglierci un lunghissimo applauso, come se avessimo vinto. Non abbiamo vinto, a farlo è stato lo sport, i valori, i sentimenti. Vorrei ringraziare Federica, Debora, Daniele, Salvatore, Vincenzo e mio figlio Claudio sperando di non aver dimenticato nessuno... Un grazie anche a Sportendurance per lo spazio che vorrà concedere al mio racconto".