"Niente è impossibile", testimone il campo

[caption id="attachment_8543" align="alignright" width="288" caption="Yari e Bantam Bosana"][/caption] "E' impossibile! Ho pensato quando ho visto la ferita, non partecipero' al mondiale. E' impossibile che il cavallo possa recuperare in soli 8 giorni! E' impossibile che la commissione veterinaria faccia partire un cavallo con 15 punti di sutura ad una spalla." Questi i primi pensieri di Yari Perrotti, nel vedere il suo Bantam sanguinare. E continua..."poi ho pensato ad un famoso brand la cui pubblicità recita "impossible is nothing". Poi ho pensato ai fratelli Wright che nel 1903 dimostrarono che non era impossibile volare. Poi ho pensato che era impossibile che un uomo senza le gambe potesse battere 26 record del mondo nell'atletica: era Oscar Pistorius. Poi ho pensato a Natalie Du Toit che concluse 4° al World open water championship e 16° alle olimpiadi nel 2008. A lei l'onore di portare la bandiera del Sud Africa e la bandiera delle Olimpiadi. Lei perse una gamba a causa di un incidente nel 2001! Per la prima volta nella storia una " non normo dotata" portava la bandiera delle olimpiadi. Così improvvisamente il mio piccolo incidente è svanito, mi sono riconcentrato sulla gara ed ho detto al mio Bantam: ce la faremo! Le sue cellule si sono rigenerate con una rapidità incredibile ed il venerdì della visita la commissione veterinaria ha subito compreso che la ferita non avrebbe compromesso la gara del mio cavallo. E ce l'abbiamo fatta a Babolna. Ringrazio Stafania Faccia e il simpaticissimo toscanaccio Ricci: abbiamo portato a casa una medaglia storica per l'Italia. Ringrazio Nando per i consigli utili che ci ha dato e le "nosbari" Patrizia ed Elisa. Ringrazio il CT Di Battista perchè mi ha aiutato a scegliere il percorso migliore per me e per il mio cavallo e a risultato ottenuto posso dire che e' veramente stata la cosa più giusta da fare. Ringrazio il mio circolo di appartenenza "I cavalieri dell'Antera" al quale sono iscritto ormai da 11-12 anni. Ringrazio la Fise Abruzzo per averci dato un piccolo contributo economico per la gara, che per me ha avuto il sapore di un grande riconoscimento morale. Ringrazio il mio veterinario Sergio per il lavoro perfetto che ha fatto sulla ferita del cavallo prendendosi i complimenti anche dalla commissione veterinario. Ringrazio il mio maniscalco Giulio che oltre a mettermi le scarpe mi ha accompagnato fino in Ungheria. Ringrazio il mio Bantam per essersi, ancora una volta, fidato di me. Ed infine ringrazio il mio compagno di avventure Pierluigi senza il quale queste prestazioni non sarebbero mai neanche state concepite dalla mia mente. Saluto tutti gli appassionati di Endurance e concludo con una frase in inglese che fa più scena: Don't stop dreaming because impossible is nothing!"