Versione italiana – Tra i tanti incontri vissuti nel mondo dei cavalli, una persona in particolare ha lasciato il segno.
Isha Judd, australiana ma “figlia del mondo” per i suoi continui spostamenti, ha deciso di portare ed allenare in Italia, in Abruzzo in particolare, i suoi cavalli.
La scelta è andata sulla neonata scuderia “la Divina” di Mirco Mazzocchetti e dell’allevatore uruguaiano Oscar Bacot proprietario a Punta de l’Este dell’allevamento Aras de l’Alma insieme a sua moglie Veronica Koncke, amazzone internazionale conosciuta anche in italia.
I suoi cavalli faranno base in Italia per poi partire per le varie destinazioni, partendo proprio dalle gare nel Belpaese.
“L’ambasciatrice di pace” Isha è una lungimirante imprenditrice che ha fatto del suo pensiero e del suo stile di vita un business planetario.
E’ una “spiritual teacher” ed ha inventato il “metodo Isha” un sistema rivoluzionario per la crescita interiore basato su concetti di amore e pace. Libero da sistemi di credenze, dogmi e filosofie, esso fornisce una esperienza concreta di pace e di amore di sé, lontano dalle distrazioni del quotidiano frenetico della vita moderna.
Lavora e possiede due grossi centri in Messico ed in Uruguay dove vivono anche alcuni suoi cavalli. Sarebbe interessante leggere il suo libro-manuale “Why Walk When You Can Fly”, “perchè camminare quando puoi volare” pubblicato in varie lingue e presente in tutte le librerie del mondo.
Tiene conferenze in ogni dove e vi partecipano dal piccolo imprenditore all’esponente politico più esigente in cerca di carica energetica e di motivazioni.
Moltissimi i suoi libri ed i suoi film dedicati all’argomento dove spesso si intravede l’immancabile figura di un cavallo…
E’ richiesta ovunque e non si tira mai indietro; dopo Florac, dove correrà in sella a Paprika de Ghazal che vive presso la Divina, partirà alla volta del Cile dove è chiamata ad intrattenere e sollevare le menti dei 33 minatori cileni intrappolati sotto terra incredibilmente trovati vivi.
Una donna così decisa e coraggiosa non poteva non innamorarsi dell’endurance; la sua vita frenetica ed i suoi continui spostamenti la portano in giro per il mondo ma i suoi momenti liberi li passa a rintracciare le gare più disparate nei vari calendari del pianeta.
Sarà un grande piacere vederla gareggiare in Italia come ha accennato; le sue scelte cadranno su quelle gare che faranno parte del RANKING TOUR 2011 che verrà presentato a Verona in occasione della Fiera Cavalli, partner del prestigioso TOUR.
Abbiamo intercettato Isha prima della sua partenza per Florac per conoscerla meglio ed abbiamo approfittato per farle qualche domanda.
INTERVISTA
1) Come hai conosciuto l’endurance?
Sin dall’età di 15 anni ho vissuto e sono stata coinvolta nell’affascinante mondo dell’industria australiana delle corse dei purosangue.
Sono diventata uno delle prime trainers donna del paese, in un momento in cui non era ritenuta di certo una professione rosa.
Ho lavorato per quasi 20 anni in quell’area del mondo; i cavalli erano la mia vita. Per dieci anni ho perso i contatti con gli amati cavalli e fu proprio durante quel periodo che ho stabilito i miei primi centri di insegnamento in Sud America.
Quando mi sono trasferita in Uruguay, ho avuto l’opportunità di unire le mie due passioni: la coscienza e i cavalli.
Il mio amico Nacho Flores Haras della Perseverancia in Costa Azul, Uruguay, dove il Panamerican ha avuto luogo l’anno scorso, mi ha presentato l’Endurance. Non avevo idea di quello che fosse l’Endurance, e quando lui mi fece vedere un divertente piccolo cavallo arabo con la coda diritta e mi ha informato che avrei potuto montarlo lo guardai sbalordita!
Tutto quello che faccio voglio farlo al meglio delle mie possibilità, ho iniziato a cavalcare questo cavallo piccolo e capii che il suo cuore era grande come uno dei magnifici purosangue che avevo preparato nel corso degli anni; con lui, anzi grazie a lui mi sono innamorata dell’endurance. Dopo la prima gara, ero completamente dipendente dall’endurance, da allora non mi sono più voltata indietro.
Ho iniziato con un cavallo di tre anni, io ne avevo 33. Penso che uno degli aspetti più commoventi ed importanti dell’endurance è la centralità della figura del cavallo e della sua integrità fisica e morale.
I cavalli che si prestano all’endurance si spingono a volte anche oltre le loro possibilità semplicemente per amore nei nostri confronti. E’ incredibilmente emozionante essere sepre attenti all’assetto in sella, ai bisogni del cavallo, ai suo punti di forze e di fragilità, è un’emozione unica correre.
L’endurance è veramente un lavoro di squadra; trovo questo mondo assolutamente affascinante ed inebriante.
2) Quali sono i progetti futuri?
Per potera correre ai livelli che vorrei, sto preparando parecchi cavalli; l’idea è di partecipare alla Panamericana in Cile il prossimo anno, e spero di venire in Europa per correre tanto. Vorrei preparare cavalli e spedirli in Europa per gli appuntamenti più importanti.
3) Sappiamo che hai portato alcuni dei tuoi cavalli nella scuderia italiana di Mirco Mazzocchetti e Oscar Bacot. Perché questo paese? Avete intenzione di estendere il vostro business anche in Italia?
Ho conosciuto Mirco attraverso Veronica Koncke e Oscar Bacot, suo marito. Ho molta fiducia in loro; ho avuto modo di vedere la cura estrema con la quale tengono i cavalli qui in Uruguay ed ho pensato di portarne due in Italia in modo tale che sarà più facile per me partecipare a gare in Italia ed in Europa quando se ne presenterà l’occasione.
4) Qual è il tuo sogno più grande?
Come ho detto prima, io sono un’insegnante spirituale e attraverso il mio libro “perchè camminare quando si può volare?” condivido quella che è la mia visione della pace del mondo, di ogni essere umano quando che si guarda allo specchio ogni mattina sentendo amore per se stesso, essere in pace con se stessi e apprezzare le meraviglie della vita.
Questo è il mio sogno più grande.
Per quanto riguarda i cavalli, il mio sogno sarebbe quello di partecipare a ogni campionato nazionale di Endurance, e, naturalmente, non mi dispiacerebbe vincere! Finire la gara di Florac sarebbe un grande inizio!
Dico sempre: “Quando curo me stessa porto pace al mondo”, ed estendo l’invito ai miei colleghi nel mondo dell’Endurance: se ognuno può trovare pace dentro sè stesso, il nostro mondo diventerebbe uno specchio di questa pace.
Grazie molte Luca,
Isha www.isha.com
Per maggiori info sulle attività di Isha cliccare sul link sopra


















































