Testata giornalistica indipendente iscr.ne Trib. di L'Aquila n.572 del 2 Feb. 2008 | Direttore Resp. Luca Giannangeli
Progetto ANICA giovani 2012 - Al via le iscrizioni per il RANKING TOUR & ANICA 2012 - Pubblicizza il tuo CENTRO su Sportendurance
Parlare di endurance di alto livello, di risultati e medaglie è semplice ma questi ambiti traguardi non possono non passare dalla “base”, dai giovanissimi.
In Italia sono moltissime le realtà che puntano su di loro e l’Articolo V di Cappella Maggiore in provincia di Treviso ne è un esempio lampante.
Il centro ippico citato si è fatto promotore con successo, di un regolamento dedicato ai pony che potrebbe rappresentare un ottimo punto di partenza per tutti coloro che puntano alla crescita concreta e consapevole.
L’idea di dare voce all’Articolo V nasce dalla voglia di portare avanti un esempio vincente, serio ma con umiltà; il loro motto è: “non bisogna dover vincere sempre e comunque”.
Perché si chiami Articolo V non è dato sapere, solamente il padre della nostra interlocutrice potrebbe svelarlo, ma è un segreto; esso vive da buoni cinque anni creando mistero e curiosità intorno alla faccenda.
La parola a Sabina:
“Il Circolo Ippico Articolo V vanta ad oggi circa 300 associati dei quali un terzo ha un’età inferiore ai 18 anni; in particolare i bambini al di sotto dei 12 anni sono ormai una cinquantina. Poiché qui si ama la campagna e la natura tutta ed essendo dislocati in una zona molto bella ai piedi delle Prealpi, sin dall’inizio abbiamo promosso l’attività equestre in campagna in tutte le sue forme: passeggiate, trekking e, per i giovani che amano la competizione, l’endurance; siamo il circolo con il più alto numero di partecipanti alle gare di endurance del Triveneto, in media 15 binomi, dei quali il 50% sono young rider.
L’obiettivo principale del nostro lavoro con i giovani è quello di farli entrare sin da piccoli in un gruppo sportivo dove la competizione è solo una delle ragioni di esistenza del gruppo; in realtà, il gruppo favorisce la nascita di amicizie, di spirito di squadra, di senso di responsabilità verso i propri compagni e, al giorno d’oggi, è sicuramente un modo efficace per tenere questi giovani in un ambiente sano, lontano da cattivi esempi o strade pericolose. Tutti gli insegnamenti che diamo ai piccoli saranno loro utili un domani per inserirsi bene nella società consapevoli di ciò che fa loro bene e ciò che fa loro male. L’endurance poi ci aiuta molto in questo intento; infatti non avendo abbastanza pony (ne abbiamo 10 di varie misure, in un totale di 50 cavalli che il centro ospita) per il numero di bambini che vogliono gareggiare in questa disciplina, a turno si alternano facendo la gara e l’assistenza al loro compagno alla gara successiva. In questo modo imparano ad organizzarsi, a gestire il cavallo da terra ed a condividere vittorie o sconfitte    con il loro compagno di squadra; insegnamo loro che il risultato non conta.
In assistenza ammettiamo anche genitori, amici dei genitori, fratelli, cugini ed amichetti, così tutta la famiglia si sente partecipe dell’attività. Le nostre gare di endurance pony diventano sempre delle bellissime scampagnate con gran mangiata finale e, cosa molto importante, i genitori possono trascorrere una giornata intera con i loro figli, cosa che ultimamente succede sempre meno.
Da 3 anni promuovo con difficoltà l’endurance pony in Veneto; pochissimi sono i circoli che mi seguono, sicuramente il motivo principale è la riluttanza degli istruttori ad avviare gli allievi a questa disciplina: troppo tempo da dedicare (una gara di endurance pony dura 1 ora, un percorso di salto ostacoli dura 1 minuto), troppi rischi (portare fuori i bambini in campagna non è facile), nessun vantaggio economico (meglio farsi pagare un percorso da un minuto che una gara da un’ora).
In realtà, io avvicino i bambini all’endurance pony sin dall’inizio; infatti, a parte il gruppo di bimbi che già gareggiano, i più piccoli vengono abituati alla campagna dalle prime lezioni; quando esco con i miei piccoli (io a piedi – devo dire che così mi tengo anche fisicamente allenata) si divertono un sacco, passiamo nella “foresta incantata”, nel “fosso dei coccodrilli”…..non si monta solamente, perchè ogni pony ha 2, 3 bambini al seguito ma si cammina anche e chi ci vede passare, anche il contadino più scontroso, non può che ricambiare con un gran sorriso il nostro “buongiorno” all’unisono.
Quest’anno, abbiamo stilato in Veneto un regolamento sperimentale per l’endurance pony. Già da anni se ne discuteva con altri responsabili regionali (Angela Origgi, Paolo Torlontano), ma a livello nazionale non si è mai riusciti a fare molto.
L’obiettivo principale del regolamento sperimentale è quello di allargare la base di appassionati di endurance pony dando la possibilità fondamentalmente a più bambini di gareggiare. Come?
Abbiamo accorciato le distanze dando così (con i dovuti tempi di recupero) al pony la possibilità di fare 2 gare con due bambini; questo si traduce principalmente nella divisione delle spese di gara e nella possibilità da parte dei circoli di portare più bambini in gara.
Senza scendere nei particolari abbiamo inserito un’ulteriore categoria, la C, che da la possibilità di utilizzare un buon cavallo da scuola anche che non sia pony.
Insomma, facciamo l’impossibile per dare un compagno di gara a tutti”.
Sportendurance.it

Parlare di endurance di alto livello, di risultati e medaglie è semplice ma questi ambiti traguardi non possono non passare dalla “base”, dai giovanissimi.

In Italia sono moltissime le realtà che puntano su di loro e l’Articolo V di Cappella Maggiore in provincia di Treviso ne è un esempio lampante.

Lo "squadrone" dell'ArticoloV

Lo "squadrone" dell'ArticoloV

Il centro ippico citato si è fatto promotore con successo, di un regolamento dedicato ai pony che potrebbe rappresentare un ottimo punto di partenza per tutti coloro che puntano alla crescita concreta e consapevole.

L’idea di dare voce all’Articolo V nasce dalla voglia di portare avanti un esempio vincente, serio ma con umiltà; il loro motto è: “non bisogna dover vincere sempre e comunque”.

Perché si chiami Articolo V non è dato sapere, solamente il padre della nostra interlocutrice potrebbe svelarlo, ma è un segreto; esso vive da buoni cinque anni creando mistero e curiosità intorno alla faccenda.

La parola a Sabina:

Manina“Il Circolo Ippico Articolo V vanta ad oggi circa 300 associati dei quali un terzo ha un’età inferiore ai 18 anni; in particolare i bambini al di sotto dei 12 anni sono ormai una cinquantina. Poiché qui si ama la campagna e la natura tutta ed essendo dislocati in una zona molto bella ai piedi delle Prealpi, sin dall’inizio abbiamo promosso l’attività equestre in campagna in tutte le sue forme: passeggiate, trekking e, per i giovani che amano la competizione, l’endurance; siamo il circolo con il più alto numero di partecipanti alle gare di endurance del Triveneto, in media 15 binomi, dei quali il 50% sono young rider.

L’obiettivo principale del nostro lavoro con i giovani è quello di farli entrare sin da piccoli in un gruppo sportivo dove la competizione è solo una delle ragioni di esistenza del gruppo; in realtà, il gruppo favorisce la nascita di amicizie, di spirito di squadra, di senso di responsabilità verso i propri compagni e, al giorno d’oggi, è sicuramente un modo efficace per tenere questi giovani in un ambiente sano, lontano da cattivi esempi o strade pericolose. Tutti gli insegnamenti che diamo ai piccoli saranno loro utili un domani per inserirsi bene nella società consapevoli di ciò che fa loro bene e ciò che fa loro male. L’endurance poi ci aiuta molto in questo intento; infatti non avendo abbastanza pony (ne abbiamo 10 di varie misure, in un totale di 50 cavalli che il centro ospita) per il numero di bambini che vogliono gareggiare in questa disciplina, a turno si alternano facendo la gara e l’assistenza al loro compagno alla gara successiva. In questo modo imparano ad organizzarsi, a gestire il cavallo da terra ed a condividere vittorie o sconfitte    con il loro compagno di squadra; insegnamo loro che il risultato non conta.

Visita veterinariaIn assistenza ammettiamo anche genitori, amici dei genitori, fratelli, cugini ed amichetti, così tutta la famiglia si sente partecipe dell’attività. Le nostre gare di endurance pony diventano sempre delle bellissime scampagnate con gran mangiata finale e, cosa molto importante, i genitori possono trascorrere una giornata intera con i loro figli, cosa che ultimamente succede sempre meno.

Da 3 anni promuovo con difficoltà l’endurance pony in Veneto; pochissimi sono i circoli che mi seguono, sicuramente il motivo principale è la riluttanza degli istruttori ad avviare gli allievi a questa disciplina: troppo tempo da dedicare (una gara di endurance pony dura 1 ora, un percorso di salto ostacoli dura 1 minuto), troppi rischi (portare fuori i bambini in campagna non è facile), nessun vantaggio economico (meglio farsi pagare un percorso da un minuto che una gara da un’ora).

PonyIn realtà, io avvicino i bambini all’endurance pony sin dall’inizio; infatti, a parte il gruppo di bimbi che già gareggiano, i più piccoli vengono abituati alla campagna dalle prime lezioni; quando esco con i miei piccoli (io a piedi – devo dire che così mi tengo anche fisicamente allenata) si divertono un sacco, passiamo nella “foresta incantata”, nel “fosso dei coccodrilli”…..non si monta solamente, perchè ogni pony ha 2, 3 bambini al seguito ma si cammina anche e chi ci vede passare, anche il contadino più scontroso, non può che ricambiare con un gran sorriso il nostro “buongiorno” all’unisono.Pony Articolo V

Quest’anno, abbiamo stilato in Veneto un regolamento sperimentale per l’endurance pony. Già da anni se ne discuteva con altri responsabili regionali (Angela Origgi, Paolo Torlontano), ma a livello nazionale non si è mai riusciti a fare molto.

L’obiettivo principale del regolamento sperimentale è quello di allargare la base di appassionati di endurance pony dando la possibilità fondamentalmente a più bambini di gareggiare. Come?

Abbiamo accorciato le distanze dando così (con i dovuti tempi di recupero) al pony la possibilità di fare 2 gare con due bambini; questo si traduce principalmente nella divisione delle spese di gara e nella possibilità da parte dei circoli di portare più bambini in gara.

Senza scendere nei particolari abbiamo inserito un’ulteriore categoria, la C, che da la possibilità di utilizzare un buon cavallo da scuola anche che non sia pony.

Insomma, facciamo l’impossibile per dare un compagno di gara a tutti”.

Sportendurance.it

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